Dal 20 al 22 Aprile 2012 si è tenuta la prima edizione della Fiera Nazionale “Sud con Gusto 2012”, una grande kermesse dedicata alle aziende del comparto agroalimentare organizzata da tre condotte di Slow Food legate tra loro dal filo conduttore dell’Aglianico: Colli dell’Ufita e Taurasi, Taburno e Vulture.

All’interno degli spazi del nuovo Centro Fieristico “Fiere della Campania” di Ariano Irpino, oltre 100 stands dedicati all’enogastronomia, alla promozione, sviluppo e valorizzazione del territorio e del turismo. Spazio anche per EnotecAglianico, dove era possibile degustare e acquistare tutti i vini Slow provenienti dai territori delle tre condotte.

Girando tra gli stands abbiamo potuto degustare e anche comperare direttamente dagli agricoltori i prodotti della terra a Km Zero, conoscendo le varie realtà agricole attraverso i loro racconti.

Slow Food ha poi organizzato per l’occasione i suoi “Laboratori del Gusto”, che hanno come perno centrale la valorizzazione dei prodotti di eccellenza dei nostri territori.

Il Laboratorio del Gusto è la formula, inaugurata da Slow Food al Vinitaly di Verona del 1994 ideata per realizzare il progetto di Educazione del Gusto, obiettivo-chiave del movimento.

Si tratta di degustazioni speciali guidate da esperti del settore enogastronomico e dell’Associazione coadiuvati in base alla specifica proposta da valenti produttori o anche da cuochi e selezionatori.

Per SUD con GUSTO i laboratori, svolti in ognuno dei tre giorni di fiera, hanno riguardato le Birre artigianali Irpine, i formaggi e salumi d’Altura del Vulture, del Taburno e dell’Irpinia, i vini caratterizzanti l’Appennino campano e lucano e l’olio extravergine d’oliva di Ravece della Valle dell’Ufita.

Non sono mancati i momenti ludici con l’esibizione di scuole di ballo tradizionale in costumi dell’epoca, per sensibilizzare i visitatori al recupero della propria identità storica e culturale, che, in questi territori, ha radici semplici ma profonde nella cultura della ruralità.

Particolarmente significativo è stato il Laboratorio del Gusto che ha chiuso, di fatto, la manifestazione, denominato “MondAglianico”. In questo incontro, seguitissimo, sono stati messi a raffronto, senza alcuna velleità di sfida, i tre aglianici delle tre condotte organizzatrici.

Guidati da Gaetano Palumbo (fiduciario della condotta Taburno), Franco Archidiacono (fiduciario della condotta Colli dell’Ufita e Taurasi) e Donato Rondinella (responsabile eventi della condotta Vulture), coadiuvati da Giuseppe Leone, dell’Azienda Vinicola “Terra dei Re” e guidati da Oto Tortorella, degustatore della guida Slow Wine, abbiamo viaggiato attraverso due diverse annate di ognuno dei tre aglianici.

Annata 2007

Taurasi DOCG Contrade di Taurasi

Aglianico del Taburno DOC Torre del Pagus

Aglianico del Vulture DOC “Nocte” di Terra dei Re

Annata 2005

Taurasi DOCG Sella Delle Spine

Aglianico del Taburno DOC “Illunis” di Caputalbus

Aglianico del Vulture DOC di Massaron

Lo scopo didattico e rappresentativo del laboratorio si evince ancora più marcatamente dalla scelta dei vini, tutti diversi tra loro sia come metodologia di vinificazione che come filosofia enologica.

Nella prima batteria, annata 2007, il Taurasi di Lonardo è netto, diretto, franco e tradizionale, così come un Taurasi deve essere. Prodotto secondo i rigidi dettami del disciplinare della DOCG con lunga sosta in legno. A seguire l’aglianico di Torre del Pagus, fermentato e affinato in vasche di cemento, che esalta le caratteristiche del frutto e, infine, il “Nocte”, aglianico del Vulture, raccolto con  vendemmia notturna e sottoposto a macerazione prefermentativa a freddo, con passaggio finale in botti grandi di castagno per esaltare, anche in questo caso, la forza espressiva del frutto.

La seconda batteria, annata 2005, comincia con il Taurasi di Sella delle Spine, anche questo legato alla tecnica di vinificazione disposta dal disciplinare, rimanda a note speziate ed è sostenuto da una buona acidità. A seguire l’Illunis di Caputalbus, vinificato con uve in parte macerate in inox e in parte cotte nel forno a legna in contenitori di terracotta e, infatti, riporta nel suo corredo olfattivo l’aroma della terracotta abbracciato al frutto. L’ultimo vino è il Massiron, Aglianico del Vulture, realizzato con tecnica tradizionale, è un vino fruttato, minerale, lungo e persistente.

In abbinamento ai vini, nel finale, dopo la degustazione “tecnica”, c’è stato spazio per i formaggi del Taburno dell’Azienda “Tasso del Taburno” di Cautano, ed è stato un tripudio di sapori e aromi.

Buona la prima, direbbero i bravi critici. Tanto c’è da migliorare, dicono, invece, gli organizzatori. Sinceramente, dal mio punto di vista, ritengo che ogni cosa che si fa debba essere migliorata, poiché non esiste la perfezione, e che ci si deve impegnare perché ogni edizione deve essere meglio della precedente, ma meno bella della successiva.

         Mimmo Gagliardi
Condotta Slow Food Campi Flegrei

Annunci