Nel suggestivo scenario del castello Marchionale, lo spazio che negli anni scorsi era  riservato alle regioni ospiti, quest’anno ha messo in vetrina l’enoteca MondAglianico, con oltre 60 etichette provenienti dal Taburno e dal Vulture.

Il banco d’assaggio ha attirato numerose persone curiose di scoprire le differenze tra i vini presenti, che, pur portando lo stesso nome, sono capaci di esprimersi in così tanti modi diversi. Particolare interesse ha destato l’aglianico Rosato Docg delle aziende del Taburno per i suoi profumi e la sua delicata freschezza.

La stessa curiosità, ha spinto oltre 40 persone a prenotarsi ed a partecipare al laboratorio “MondAglianico e formaggi d’altura” voluto dalle condotte Slow Food Taburno-Taurasi-Vulture che avrà il suo culmine al “salone internazionale del Gusto” di Torino. Il laboratorio, dopo la presentazione del progetto, da parte di Gaetano Palumbo, Fiduciario Slow Food Taburno, è stato egregiamente condotto da un entusiasta e coinvolgente Maurizio  De Simone, enologo della Cantina Torre del Pagus e profondo conoscitore dei tre territori dell’aglianico e delle sue biodiversità insieme a Oto Tortorella e Pasquale Carlo del gruppo Slow wine. Il confronto, al tavolo dei relatori ha dato vita ad un appassionante dibattito che  ha animato ed affascinato un pubblico sempre più entusiasta.

Protagonista assoluto della serata l’AGLIANICO nelle annate 2007 ( Taurasi doc Poliphemo  di Luigi Tecce, Aglianico del Taburno Doc del Poggio, Nocte di Terra dei Re) e 2004 (Taurasi Docg Bosco Faiano della Cantina I Capitani, Aglianico del Taburno Doc Bue Apis della Cantina del Taburno, Aglianico del Vulture Doc Eleano), annate tanto diverse tra di loro (la 2007 molto secca e decisamente poco redditizia e la 2004, al contrario, regolare, giustamente piovosa, con uve perfette e ottimo equilibrio) ma che hanno saputo, comunque, dare vini d’eccellenza anche se con caratteristiche tanto differenti.

Questo, è stato, certamente, uno tra gli aspetti più interessanti emersi nel corso della discussione: l’aglianico sia giovane sia vecchio, sia base e sia riserva, sia con prezzi contenuti e sia con prezzi più elevati, riesce sempre a dare un’emozione ed un’emozione sempre diversa.

Pochi vini possono riuscire in questa impresa!!!!!!!!

I vini degustati, hanno evidenziato un’espressività unica anche se provenienti da tre territori diversi, con climi diversi e fatti da uomini diversi.

Tutto ciò non può che dare ragione alle tre condotte Slow Food Taburno-Taurasi-Vulture ed al loro impegno di voler uscire dai loro rispettivi confini e di presentarsi al mondo con un’unica identità fonte di una così grande ricchezza.

Momento entusiasmante, è stato anche quello dell’assaggio dei tre formaggi d’altura (Pecorino Stravecchio del Taburno stagionato 18 mesi, Pecorino di Filano stagionato 12 mesi ed il Caciocavallo di Montella con oltre 25 mesi di stagionatura in grotta) e del loro abbinamento con i grandi vini portati in degustazione.

Non resta che darsi appuntamento a settembre a Vinestate, per poter nuovamente vivere le emozioni che il nostro aglianico  sa regalarci.

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