La riscoperta dei Grani Antichi alla festa della Piana di Prata

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PIANA (1)Comunità in cammino all’insegna del cibo, ambiente e scelte consapevoli, questi i temi della due giorni proposta dalle condotte Slow Food Taburno-valle Caudina e Valle Telesina, che metteranno al centro, la riscoperta dei Grani Antichi e la comunità dei Produttori di antiche varietà di grano, delle colline beneventane.

Un progetto, quello del recupero dei Grani Antichi, su cui Slow food da anni sta investendo con l’impegno di tanti contadini, volontari e tecnici, con la convinzione che, scegliere le specie antiche e autoctone, vuol dire anche scegliere modelli agricoli integrati, biologici, in armonia con ambiente e territorio, proponendo una via alternativa al mercato e multinazionali.

Nella due giorni, il programma si è arricchito di nuovi eventi:

si comincia il giorno giovedi 11 agosto dalle ore 11,00, con un momento dedicato ai bambini che potranno partecipare alla “CACCIA AL TESORO DELLA BIODIVERSITA’”.

alle ore 16,30 ci sarà la presentazione del progetto “FORNO DI VICINATO SLOW” con un laboratorio su come si prepara il forno per la cottura del pane.

Dalle ore 19,00, al centro dell’attenzione, ci saranno I Produttori delle antiche varietà di grano delle colline beneventane con “Racconti di Grano” che, a margine di una riunione operativa, insieme ai fiduciari e i responsabili Slow Food – Terra Madre, saranno disponibili a confrontarsi con il pubblico.risciola

Si ricomincia il giorno dopo venerdì 12 agosto, dalle ore 11,00, sempre con un momento dedicato ai bambini, con il laboratorio “lo Spaventapasseri: un amico da costruire”. Durante la costruzione, i bambini saranno guidati alla riflessione sul rapporto dell’uomo con la natura e sulla nascita dell’agricoltura, fino ad arrivare allo spaventapasseri creato dall’uomo per difendere il proprio lavoro.

In contemporanea, sempre dalle ore 11,00, le contadine ed i contadini del posto, daranno inizio alla rievocazione storica “ LA FESTA DELLA TREBBIATURA , Si scogna, si balla, si canta e si magna” che ci riporterà al fascino dei riti contadini, ricordandoci che le fatiche della trebbiatura in montagna, sono una festa.

Alle ore 18,00, è previsto un laboratorio Slow Food “Grani antichi: le farine, la pasta, il pane”. Grazia Nacar ed Erasmo Timoteo, ci guideranno nella scoperta delle farine prodotte da grani antichi ed in una degustazione guidata di pane, pasta e con una dolce sorpresa finale. (Laboratorio a numero chiuso, su prenotazione tel. 3473705893).

Ovviamente, non poteva mancare l’aspetto della convivialità della tavola che unisce ed aggrega le persone.                                                                                              Infatti, nei due giorni, sarà possibile degustare ottime pietanze a base di grani antichi presentate dalle cuoche dell’agriturismo il Tasso del Taburno, Chiara e Rosaria e da Pasquale Basile, cuoco dell’alleanza Slow Food presso il ristorante Dionisio Bistrot, di Benevento (per prenotazioni 389.2183104)

Tutto questo, avverrà nella splendida cornice naturale della cerreta della Piana di Prata, cuore del parco regionale del Taburno-Camposauro, in un area pic-nic attrezzata, del comune di Cautano, che permette di vivere in pieno la natura, nel rispetto e la pulizia dei luoghi e dove, in questi due giorni, Slow Food porterà la sua Casa, aperta a tutti coloro che vorranno conoscere la filosofia, le attività, i progetti, e le future iniziative dell’associazione e dove potrete scegliere di sostenerci ed aiutarci nel cammino.

Per chi volesse pernottare in zona, ricordiamo che sarà messa a disposizione, gratuitamente, l’area campeggio all’interno dell’area pic-nic e che, tante, sono le strutture B&B, affittacamere, locande e agriturismi, presenti.

Non vi resta che raggiungerci per condividere insieme due giorni indimenticabili.

Saluti dalle condotte Slow Food Taburno – Valle Caudina – Valle Telesina.

http://www.slowfood.it/campania/grani-antichi-alla-festa-della-piana-prata/

 

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“Quelli di ritorno da Leguminosa”

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fasuliSi è svolta a Napoli, dal 7 al 9 marzo 2014, presso la Galleria Umberto I e il Salone Margherita, la prima edizione di Leguminosa, evento internazionale di Slow Food dedicato ai legumi.
Sono state 3 giornate vissute intensamente da produttori esoci delle condotte Slow Food, con un mercato , convegni, Laboratori della Terra, percorsi didattici per bambini e famiglie, Laboratori del Gusto e Teatri del Gusto con affermati chef del panorama regionale e nazionale.
Anche Slow Food Taburno valle Caudina è stata presente all’iniziativa con i propri produttori e soci volontari che hanno intessuto rapporti con i produttori nazionali e mondiali. Da questi incontri è nato l’evento laboratorio “Qelli di ritorno da Leguminosa” con cui, la condotta, festeggerà il congresso che rilancerà le attività ed i progetti per il quadriennio 2014/2018, con una nuova squadra che si presenterà all’assemblea dei soci, domenica 16 marzo 2014 presso il Salone – Ex Carcere – S.S. Trinità di Vitulano dalle ore 17,00. Quindi, al termine dei lavori, Gaetano Palumbo Fiduciario uscente, aprirà la parte conviviale con la degustazione guidata di piatti a base di legumi abbinati ad oli extravergine d’oliva. Interverranno Giuseppe Oreficie futuro presidente SlowFood Campania Basilicata, Giorgio Gentilcore produttore di legumi dell’azienda “Torre a Oriente”, Carlo Alberto Aldi della “Pampa Natural Food”. Tanti i legumi che, diverse aziende, hanno destinato al laboratorio, alcuni in esposizione ed altri in degustazione.

Di seguito, i piatti che saranno realizzati:

chef Pasquale Basile “Purpett rà’crianza” ricetta povera con prodotti come pane raffermo, verdure di campo arricchite dal Fagiolo Rosso di Lucca Presidio Slow Food.

Tributo al Cece Nero del Gentilcore” Cece Nero del Fortore Az. Agricola Torre a Oriente

Zuppa Ri Casola Cosaruciara Ri Scicli” Fagiolo cosaruciaru di Scicli Az. G.Parisi Sclicli (Ragusa)

Bruschetta Contadina” Fagiolo Cerato dell’Az. AgriC. Masella di Cerreto Sannita

Lenticchie in umido alla Fiamignana” Lenticchie di Rascino Az. Salini Marco

“Timpano e Fasuli alla Tocchese” (Chiara Auriemma) Fagiolo tondino Taburno -Agriturismo Tasso del Taburno

La cicerchia del Fiduciario eletto” (Donatella Zampelli) Cicerchie dell’az. Agr. Mini Bio Di Nicola Giovanni Migliaccio

Lag’n’e fasul” (Mirella Pallotta) Fagiolo R’granur’ni’ – Ass.Culturale Irpiniamia (Baronia)

Falafel Siciliana con Ceci di Villalba (Nives Goglia) Ceci di Villalba Az. Agr. Filippo Calafato

Per quanto riguarda i prodotti in esposizione, saranno presenti quelli dei coltivatori di “Alb Leisa von der Schwäbischen Alb” (lenticchia nel dialetto svevo), che, a pochi chilometri da Stoccarda, tentano, da anni, di mantenere in vita questa antica varietà di cereali lavorati tutti secondo metodi biologici. In esposizione anche il Fagiolo di Gialèt della Val Belluna,considerata la culla del fagioloitaliano; il Fagliolo della Regina, di San Lupo dell’ Azienda La Pampa di Melizzano che prende il suo nome dalla Regina Maria Teresa, moglie di Federico II di Borbone ed il Fagiolo “R’ Granu’ni” nato dal progetto “Irpianiamia” che ebbe nel 2008 allo scopo di valorizzare la cultura ,la storia ,le tradizioni, il territorio, le peculiarità socio-culturali e gastronomiche locali della Baronia e dell’Irpinia, olio extravergine d’oliva Valle dell’Erminio”, cultivar “Cetrale”, dell’Azienda dei fratelli Roberto e Daniele Aprile, Scicli (RG) e olio extravergine d’oliva “cuore D’Ortice”, cultivar “Ortice”, Az. Agr. Torre a Oriente, Torrecuso (BN).

Un particolare ringraziamento va ai Fratelli Aprile che ci hanno inviato, dalla Sicilia, il Fagiolo di Scicli (Ragusa), ingrediente base della “Zuppa ri casola cosaruciara ri Scicli” L’ evento è previsto per le ore 17.oo ed è aperto ai soci e a tutti coloro che intendono tesserarsi o rinnovare la tessera.

E’ stato bello ritrovarci tutti uniti nel medesimo sogno

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E’ stato bello ritrovarci tutti uniti nel medesimo sogno

È l’ultima frase del libro di Ermanno Olmi, L’Apocalisse è un lieto fine.

Ma è anche la mia speranza, per il futuro prossimo e remoto. Che tutta la vita, così sfilacciata talvolta e confusa, possa un giorno svelare la propria unicità. E che tutte le persone incontrate, conosciute, amate, con le quali avrò condiviso passioni, speranze, fatica, possano scorrer davanti a me, consapevoli tutte d’esser state con me parte di un unico sogno. Sarebbe bello. Veramente.
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 Cari soci,
domenica 16 marzo, presso il Salone Ex carcere S.S.Trinità di Vitulano , si svolgerà il Congresso della Condotta Taburno valle Caudina.
Tutti i soci in regola con il pagamento delle quote associative (chi necessita di rinnovo o nuovi tesserati possono associarsi anche contestualmente al congresso), sono chiamati a votare la “Nuova squadra” che guiderà la condotta per il quadriennio 2014/2018.
E’ fondamentale la presenza di tutti affinché, come avvenuto in questi anni, sia garantita a tutti la più ampia possibilità di intervento e di partecipazione al percorso avviato dalla condotta.
L’assemblea dei soci si riunirà in prima convocazione alle ore 16,30 ed in seconda convocazione alle ore 17,00,  per espletare il seguente ordine del giorno:
1. relazione sulle attività svolte dalla Condotta
2. presentazione ed approvazione del Dossier/piano quadriennale
3. elezioni del Comitato di Condotta con nomina nuovo Fiduciario
4. elezioni dei delegati per il Congresso Regionale
5. individuazione dei candidati delegati Congresso Nazionale
6. varie.
Presenzierà l’assemblea, il futuro Presidente Slow Food Campania-Basilicata Giuseppe Orefice che ci ragguaglierà sul programma regionale.
A seguire, sarà offerta una Degustazione guidata
“Quelli di ritorno da Leguminosa” con piatti a base di Legumi in abbinamento con oli varietali e presentata dallo chef Pasquale Basile, dal docente slow food Giuseppe Orefice e con la testimonianza del produttore di legumi Giorgio Gentilcore dell’az. Torre a Oriente.
Il Fiduciario uscente
GAETANO PALUMBO

“Nelle campagne del mondo ci vogliono uomini, non multinazionali. Il cibo deve essere prodotto per essere mangiato, e non solo per essere venduto.” Carlo Petrini.

Salvo a Roma e la patata interrata del Taburno

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Domenica 24 novembre dalle ore 18.30, a Roma, tra Via dei Giubbonari e Via dei Chiavari, Francesco e Salvatore Salvo saranno ospiti di Alessandro e Pierluigi Roscioli.

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Una famiglia storica di pizzaioli di S. Giorgio a Cremano (NA) incontra una famiglia storica di fornai di Roma.

L’evento dal suggestivo titolo “8 mani” si svolgerà in strada tra l’Antico Forno e la Vineria Roscioli dove si potranno assaggiare le pizze di Francesco e Salvatore Salvo, la tartare di Fassona piemontese di Cazzamali, la porchetta di Annibale, la mozzarella del Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana DOP, il Parmigiano Reggiano Onesto e la nuova birra Federica prodotta dal birrificio artigianale Olmaia in anteprima assoluta. In ulteriore abbinamento acqua Ferrarelle ed una selezione di vini proposta da Cristiana Lauro che si muoverà tra calici di Guido Berlucchi, Cusumano e Tramin.

L’occasione sarà “anteprima nazionale” anche per i crocchè che per la prima volta saranno fatti e serviti con le patate interrate del Taburno.

Il progetto di sostegno della Comunità del cibo della patata interrata del Taburno è stato fortemente voluto e sorretto da Francesco e Salvatore Salvo, i quali hanno acquistato con un anno di anticipo l’intera produzione pagandola ad un prezzo doppio rispetto a quello di mercato.

L’accordo stilato tra la Condotta Slow Food Taburno – Valle Caudina e i fratelli Salvo ha consentito non solo il sostegno della produzione ma l’avvio di un percorso di restituzione di dignità e consapevolezza ai contadini.

Sarà presente per la Condotta Giustino Catalana, tra gli artefici dell’accordo che, a chi avrà piacere, illustrerà il progetto e le caratteristiche della patata interrata del Taburno.

L’intero ricavato dell’evento sarà devoluto in beneficenza per il progetto “Cibo libero” ideato da Elisia Menduni.

“Cibo Libero” è un progetto che mira a creare all’interno del carcere femminile di Rebibbia un’azienda agricola e un caseificio che veda protagonista le donne recluse con l’obiettivo di creare nuove professionalità e prospettive e un mercato per una produzione che sarà sicuramente d’eccellenza.

2 famiglie, 4 fratelli, 8 mani!

L’invito a non mancare è rivolto a tutti. Romani e non.

NEL BEL MEZZO DELLA SAGRA DELLA CASTAGNA

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Leggendo un articolo pubblicato da Slowfood Taburno e Valle Caudina, mi incuriosisco nell’apprendere  di un  laboratorio sul vino nel bel mezzo della sagra della castagna. Il laboratorio si intitola:

Il castagno dalla terra al bicchiere”. Bello! …penso, ed anche …bravi a coloro che hanno saputo individuare un punto di congiunzione fra la castagna – frutto ed il castagno –  legno che trova impiego nella  lavorazione di un altro frutto: l’uva da cui si ottiene il buon “succo”:  vino ….  è  lo stravagante pensiero che ho formulato.  Partecipo!

 C’è un bel borgo: “Vennerici”, uno dei più alti del comune di Vitulano, siamo alle pendici del monte Camposauro, territorio ricco di castagni secolari in provincia di Benevento, nonché nell’areale della Docg Taburno. C’è un importante enologo di fama internazionale: Maurizio De Simone e ci sono gli amici “di bicchiere”, alcuni attesi, altri incontrati per caso. C’è la castagna,  protagonista del periodo e delle varie  preparazioni culinarie. Ci sono i vini nel Vicolo del Sommelier con gli  addetti ai lavori e poi c’è lei: l’aria, quella buona, buona perchè salubre e buona perchè cheta, è un ”aria” che ci fa bene, ne colgo il beneficio e lo vedo sui volti ilari e beati degli amici intorno. Ogni tanto qualche raffica di venticello frizzantino ci ricorda che siamo a Novembre, ed  anche questo è giusto!

Comincia il laboratorio:

Maurizio De Simone ci racconta di una varietà a bacca bianca: il Bellone, allevato in piccoli appezzamenti sparsi nei territori di Gianola, Formia e Sperlonga , di proprietà dell’ azienda Terre Delle Ginestre a Spigno Saturnia (LT) da cui … il vino Lentisco. Nel 2000 comincia la sua collaborazione con l’azienda, per i primi 2 anni produce un vino che non gli dà i risultati sperati. Poi, l’intuizione e la svolta! Decide di vinificare in recipienti di castagno e di affinare il vino a contatto con lo stesso legno in botte grande. Si impegna di persona nel recupero dei recipienti

interfacciando direttamente con il bottaio, anzi, fà un lavoro che inizia dall’albero, affinchè vengano selezionate le doghe da utilizzare specificamente per le botti, evitando il rischio che le stesse vengano fatte con i legni destinati ai mobili, come spesso accade.

Il bellone è una varietà tendenzialmente molto ossidativa, vinificarlo in un legno così altamente permeabile lo espone ad un grosso rischio;  c’è però in fase di fermentazione una forza protettiva che fa da scudo, ed è l’azione dei lieviti di “mangiare” l’ ossigeno. Nonostante ciò , Maurizio ci confi

da che ha estratto un mosto color mogano! A questo punto, penso che sarebbe stato davvero bello assistere a questa vinificazione!

Due sono le annate in degustazione:

Lentisco 2010 : un vino giovane ma già godibile, non tanto generoso nei profumi, sorso importante con rilascio di  una bella persistenza salina. Non percepisco nessun indizio che mi faccia pensare al passaggio in legno, ne tanto meno penserei che potesse essere un vino di lunghissima

evoluzione.

Lentisco 2007: è tutta un’altra cosa,  il vino al naso dona odori di spezie e lievi note iodate. Al sorso invade il cavo orale e lo stimola con il suo pizzicore,  inducendo la salivazione.  E’ un vino di grande energia, lungo in sapori e sapidità, per niente stanco.

Voltiamo pagina e passiamo ad un’altra storia , quella dell’ Impeto Aglianico Igt Torre Del Pagus.

Assaggiamo l’annata 2008: …  è semplicemente BUONO! All’olfatto regala dei bei sentori di sottobosco, si percepiscono i funghi, poi le spezie, il cacao , la liquerizia. In bocca è sì, ruvido al palato, ma al tempo stesso, persiste il succoso…ad evitarne la secchezza di bocca. La beva è davvero piacevole, è pronto è armonico, non lunghissimo e non pesante nonostante la su

a gradazione alcolica di 14,5%vol.

Vinificato anch’esso in contenitore di castagno ma senza  fare affinamento nella stessa tipologia di legno, da qui l’esigenza, ci dice Maurizio, di adoperare un recipiente che consenta tanto passaggio di ossi

geno. Altra caratteristica dell’ Impeto è  quella di essere  vinificato senza diraspare. Il raspo si sa, per l’elevato contenuto di tannini, potrebbe conferire al vino spiacevoli caratteri di ruvidità ma… l’ingengno di Maurizio di adoperare una “macchina pigiatrice” alquanto sgangherata che non abbia la forza di lacerare il raspo, risolve il problema.  La macchina infatti consente al raspo di finire nel tino denudato dagli acini ed integro della sua parte vegetale.

Di seguito sono riportate alcune foto del “marchingegno”in questione che  rendono l’idea molto meglio di qualsiasi mia spiegazione.

Le foto sono state scattate da me personalmente l’anno scorso in occasione della “Festa dell’Impeto”, una ricorrenza annuale che l’azienda Torre Del Pagus propone a coloro che desiderano vedere e toccare con mano questa affascinante tecnica di vinificazione dall’ antico sapore.

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Il risultato del “giro di manovella”: il raspo perde gli acini conservando integra la parte vegetale.

Chiudiamo il laboratorio in dolcezza degustando l’ultimo dei lavori di Maurizio De Simone, sempre dell’ azienda Torre del Pagus,  la Barbera Solfree (senza solfiti)  accompagnata a due varianti di dolci alle castagne.

…tutto molto bello, pulito e giusto…come vuole Slowfood e non solo …

Lucia Cioffi

Slow food Taburno e valle Caudina, al fianco della pro-loco Camposauro per animare con i suoi laboratori la XXI edizione della sagra della castagna di Vitulano.

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avenue-with-flowering-chestnut-trees-at-arles-1889_1_Come di consueto, nei giorni 1, 2, 3, novembre torna a Vitulano (Benevento) la sagra della castagna, ormai giunta alla ventunesima edizione. L’organizzazione curata dalla Pro-loco Camposauro,è itinerante fra i vari casali del paesello e, quest’ anno, si svolgerà nei vicoli del borgo dei “Vennerici”, una delle parti più alte del paese dove, i castagni secolari cominciano ad arrampicarsi sul monte Camposauro. Per tre giorni il borgo si animerà riaprendo vecchie corti, “vasci” e cantine, e sarà possibile trovare stand dei principali prodotti tipici della Valle Vitulanese: dai pecorini ai salumi, alle tradizionali “scanate” di pane ai taralli, e  stands gastronomici dove, consolidati cuochi e pasticceri della corale di San Menna, prepareranno dolci e piatti tradizionali a base di castagne. Ovviamente, non mancheranno le caldarroste ed il buon vino del Taburno.
Ricco il programma nel quale, la condotta slow food Taburno Valle Caudina, ha inserito tre laboratorio del gusto: il primo  dal titolo “pane che buono! i segreti del fornaio” , che si terrà il sabato 2 alle ore 17,00, rivolto a grandi e piccoli, in cui, mani in pasta, panificheremo con farina di castagna e farine miste dei grani antichi del Sannio della comunità del cibo dei produttori di antiche varietà di grano delle colline Beneventane, guidati dall’esperto fornaio Antonio, a cui cercheremo di rubare qualche segreto, del forno “Padre Isaia” che, nei tre giorni, farà rivivere un vecchio forno in una delle tante corti, distribuendo taralli tradizionali e pane di castagne rigorosamente fatto con lievito madre. La domenica, continueremo alle ore 17,00 con il laboratorio: “i colori del pane, da necessita’ a virtu’”, degustazione di pane con farine miste molite a pietra della “comunità del cibo dei produttori di antiche varietà di grano delle colline Beneventane” in abbinamento una falanghina “Dies Irae” dell’amico Pompeo di Cantina Caputalbus. A guidarci nella degustazione  il responsabile regionale dei presidi e delle comunità del cibo Slow Food, Vito Trotta. A seguire, alle ore 19,00 l’ultimo laboratorio: “il castagno: dalla terra al bicchiere”, durante il quale, degustando prima, abbinando poi, assaggeremo i vini dell’ azienda “Terra delle Ginestre” di Spigno Saturnia (LT) con un Lentisco annata 2007 e 2009 fermentato e affinato in grandi botti di  castagno da 500 litri e della cantina “Torre del Pagus” di Paupisi (BN)  con un Impeto 2008, aglianico fermentato in grandi tini di castagno. Ad accompagnarci in questa degustazione l’ospite d’onore, enologo di’ fama internazionale,  Maurizio De Simone, che ci appassionerà, come sempre, raccontando i suoi vini, l’importanza delle botti di castagno e la loro diffusione nel mondo enologico italiano. Chiuderà il laboratorio presentando la sua più recente lavorazione, sempre per la cantina Torre del Pagus,   la linea “SolFree”: falanghina, aglianico e barbera senza solfiti. Con quest’ultimo cercheremo il miglior abbinamento con i dolci di castagne preparati dalle esperte pasticcere della corale di San Menna. Vi aspettiamo, per il week end dei Santi, tutti ai “Vennerici”!!!

Per informazioni sull’evento tel. 3382207818, per prenotarsi ai laboratori del gusto che , saranno gratuiti ma a numero chiuso è possibile contattare il numero 347.3702893

La biodiversità riguarda tutti noi…scendi in piazza con Slow Food Taburno e Valle Caudina.

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Domenica 15 Settembre, la condotta Slow Food Taburno e Valle Caudina scende in piazza Principessa di Piemonte a Cacciano di Cautano, per raccontare i progetti dell’associazione, passando dall’Arca del Gusto ai Presidi, dai Master of Food ai Laboratori del Gusto, mettendo al centro di tutto l’importanza di preservare la Biodiversità.ITA_cart
A ridosso dell’importante appuntamento internazionale “Cheese”, che si terrà a Brà dal 20 al 23 settembre,   Slow Food rilancia e rafforza l’operazione Arca per salvare la biodiversità, facendone il tratto caratteristico della IX edizione.

Come ha spiegato il presidente nazionale Roberto Burdese, ”Prima che il diluvio dell’omologazione e delle speculazioni portino a completare quell’estinzione che, da decenni, e’ in atto, dobbiamo salvare, in pochi anni, almeno 10 mila prodotti simbolo delle tradizioni, della cultura e delle storia dei cinque continenti”.

L’intento degli associati della condotta Taburno, nella giornata di domenica 15 settembre, è, appunto, quello di parlare alla gente di questo e delle tante attività e progetti che vengono portati avanti  sia a livello nazionale che locale.

In evidenza sarà messa la prossima raccolta delle Patate di montagna del Taburno che avverrà con la luna calante di fine settembre. In questa occasione, si potranno prenotare le patate che saranno poi riposte nelle buche per la conservazione, rinnovando cosi l’antico “Rito della Patata Interrata del Taburno”, metodo di conservazione naturale, che proprio Slow Food ha voluto preservare costituendo una Comunità del cibo ad esso dedicata.

Durante la giornata ci saranno laboratori del gusto, la proiezione del video “ Il Pianeta Vive, se Vive la Biodiversità”, un infoPoint con la distribuzione di materiale informativo ed un’ assemblea di condotta aperta al pubblico dove si parlerà del cammino dell’associazione.

Il tutto si inserisce nell’ambito di una due giorni della prima Festa dello Sport, con stand gastronomico e spettacoli dell’associazione sportiva  A.S.D. Gianluca Gisoldi, a cui va un caloroso ringraziamento per averci ospitato.

Vi aspettiamo numerosi. info cell. 3473702893 – 3381478725

Aspettando Slow Food Day, vi raccontiamo una storia.

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C’era una volta, una storia che cominciava così:
Nel mese di maggio, quando i prati del Taburno offrivano al grejurnata e latte3gge i pascoli migliori,  si rinnovava un’usanza antica, le “casare” salivano in montagna e contrattavano con i pastori, per conto delle famiglie che vivevano nei paesi a valle, “na jurnate’latte”, fatta di una o più “mesure”, corrispondente a 12 litri di latte di pecora, capra o mucca.
Lì, accampate nei “pagliari” insieme alle donne di casa, si “cagliava” per garantirsi una scorta di formaggio per i mesi a venire.
Storie del secolo scorso riscoperte da Slowfood Taburno e valle Caudina e consegnate all’oggi con il progetto “che bella cosa na Jurnata ‘e latte”.jurnata e latte1
Ebbene, dopo dieci “jurnate e latte” contrattate con i pastori del Taburno, con  seicento litri di latte, pari a 50 mesure trasformate in piu’ di cento chili di formaggio e una sessantina di chili di ricotta, e l’ enorme pazienza di’ “zia Maria, la meglio casara che ci sia”, i superfelici jurnata e latte7apprendisti casari del Taburno, sabato 25 maggio, festeggeranno il compleanno di Slow Food, con l’ultima cagliata del mese dei fioroni (maggio) invitando, chi vorrà partecipare, a scoprire questo bellissimo progetto, che ha riscosso un crescente successo fra i soci della condotta Slow Food Taburno e valle Caudina e rientrato nelle iniziative di “resistenza contadina”.
Una storia, questa, che rientra appieno nel tema dello Slow Food Day 2013: ridurre gli sprechi.
Come farlo al meglio se non riscoprendo un’ antica tradizione, quella di prodursi il formaggio comprando direttamente il latte dai pastori e dando cosi vita ad un gruppo di coproduttori che sostengono la piccola pastorizia, riavvicinandosi ad un mondo rurale che ha tanto da raccontarci sul risparmio, sul giusto uso e riutilizzo di tutto ciò che la natura ci dona e festeggiando tutti insieme con i piatti della cucina povera preparati da Rossella nella bucolica atmosfera dell’antico casale in pietrjurnata e latte8a “Al Poggio Antico”.
Sull’aia del casale, sotto l’ombra delle secolari querce, ci racconteremo storie che faranno conoscere il nostro cibo, vivendo il territorio consapevoli che, riducendo il nostro spreco quotidiano, cercando di smettere di buttar via cibo e risorse, daremo un futuro buono, pulito e giusto a noi ed alle prossime generazioni.

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LA DOMENICA DEI COPRODUTTORI

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 TABURNO E VALLE CAUDINA

LA DOMENICA DEI COPRODUTTORI

 Dopo i mesi di questo rigido e lungo inverno, protette dalla luce e dal freddo in un morbido giaciglio di felci nella fertile terra del Taburno sono pronte….. le Patate Interrate, nel pieno del loro sapore ritornano sulle nostre tavole.

Coltivazione patata TaburnoL’antico metodo di conservazione delle patate interrate del Taburno consiste nello scavo di buche nel terreno di media/alta montagna, della profondità di circa 1-1,5 metri, in ognuna delle quali circa 3 o 4 quintali di tuberi si ripongono, protetti da strati di foglie di felce e da terreno a copertura della fossa, lungo i cigli che consentono lo scorrimento dell’acqua nel sottosuolo.

 Il giorno 14 Aprile 2013, a Cautano (BN) in p.zza Vittorio Veneto, nella sede dell’ente parco Taburno Camposauro, l’associazione Slow Food Taburno e Valle Caudina organizza “la Domenica dei coproduttori”. Un momento di aggregazione e confronto durante il quale le patate saranno consegnate sia a coloro che, credendo in questo progetto, sono divenuti Coproduttori prenotando parte di questo nobile ed antico alimento, sia a coloro che vogliano cominciare a conoscerlo acquistandolo direttamente dai contadini.

Dalle ore 10.30 un mercatino dei prodotti tipici della Terra del Taburno sarà a disposizione di tutti .

Alle ore 11.00 seguirà la presentazione del libro“TERRA MADRE IN CAMPANIA”Piante, tavole e storie della terra Felix. Sarà inoltre presentato il progetto “CHE BELLA COSA NA JURNATA E LATTE”.

La giornata si concluderà con un Pranzo durante il quale si degusteranno piatti della tradizione contadina a base di Patata Interrata del Taburno.

Di seguito il programma dettagliato delle attività e dei partecipanti al convegno.

“LA DOMENICA DEI COPRODUTTORI”

CAUTANO 14 APRILE 2013

ore 10,30 presso sede ente parco Taburno-Camposauro p.zza Vittorio Veneto
“Mercatino della Patata interrata del Taburno”
con consegna ai coproduttori

ore 11,00

TERRA MADRE IN CAMPANIA
Piante, tavole e storie della Terra Felix
interviene: Nino Pascale Pres. Slow Food Campania e Basilicata
testimonianze:
Salvatore Salvo “F.lli Salvo Pizzeria da tre generazioni”
fruitori dei prodotti dei Presidi.
Nicola De Monaco “I Coproduttori di Masseria Tuoro”.
Presentazione Progetto “che bella cosa na Jurnata e latte”
Iscrizione al Gruppo di apprendisti caseificatori del pecorino del Taburno
per la contrattazione del latte con i pastori e la produzione del formaggio pecorino
con le casare del Taburno

Racconti dalla Terra

Piatti della cucina contadina a base di patate, raccontati da Zii Fortunato

Pranzo Degustazione
con omaggio del libro “Terra Madre in Campania”
Agriturismo “Il Tasso del Taburno”
Prenotazione obbligatoria telefonare al 3887877613

Menù

 Primo sale del Taburno alle erbe
Spumante di Falanghina il Poggio
Timpano di patate con paparuli pizzuti
Maialino al forno
con
patate sfritte cu a’nsogna, fasuli e patane ca recana,
patane cu e pacchetelle,
nsalata cafona cu e patane e cepolle,
ciambuotto cu e patane e menestra de campo.
Dolce di patate
Vini dell’az. Agr. Il Poggio
Agriturismo “Il Tasso del Taburno”
Prenotazione obbligatoria telefonare al 3887877613

In partenza per Torino

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Ripartire esattamente da dove ci eravamo fermati. Così abbiamo brindato ieri, guardandoci negli occhi, alla fine del comitato di Condotta Slow Food Taburno, allargato alla presenza di alcuni amici, in vista della partenza per il Salone del Gusto e Terra Madre, in programma dal 25 al 29 ottobre a Torino. Insieme per capire, come sempre in una grande famiglia, quindi immancabile anche la torta all’Aglianico, cacao amaro, mela cotogna e peperoncino, panna cotta al vincotto, dolcetti secchi, il tutto accompagnato da una ottima vernaccia di Cannara, avuta in dono qualche mese fa dagli amici delle condotte umbre.

Un brain storming su Mondo Aglianico, Patata Interrata ed altri succulenti argomenti che saranno sotto il faro occhio di bue al Salone, nei due principali eventi che vedranno protagonista la nostra Condotta: Sabato 27 ottobre, si comincia alle 19.30 con l’appuntamento ufficiale di Mondo Aglianico, nella versione Laboratorio del Gusto (codice LG070, ma se non vi siete prenotati, ci dispiace per voi: i posti sono esauriti!). Tre territori a confronto tra Campania e Basilicata per capire, attraverso la degustazione di formaggi e di vini a base di Aglianico, le loro specificità. Dalle colline dell’Ufita e di Taurasi, i vini di Michele Perillo e Pasqualino di Prisco, in abbinamento a caciocavallo podolico stagionato per 18 mesi in grotte di tufo. Dalla valle del Taburno, i vini di Torre del Pagus e di Fontanavecchia, in assaggio con il pecorino stravecchio del Taburno. Dal Vulture, l’Aglianico di Terre dei Re e di Lagala, con il pecorino di Filiano di 12 mesi. Mister Michele Frattasi, fidato Segretario di Condotta soprassiederà alle degustazioni riportandoci i commenti dei partecipanti.

A seguire, sempre sabato, alle 20.00 la proiezione del documentario sulla Patata interrata del Taburno, con i commenti di Giovanni Auriemma, referente dell’omonima Comunità del Cibo, dell’editore e di altri amici, tra i quali Salvatore Salvo, della mitica Pizzeria Salvo di San Giorgio a Cremano, principale committente per le future coltivazioni e squisito inventore di ricette a base del tubero che sta impazzando per popolarità, sia in rete che sui principali tratturi dell’Appennino Centrale. Questo appuntamento si terrà allo stand della Regione Campania.

Donatella Zampelli, referente locale per la Rete Giovani Slow Food, incontrerà i suoi nuovi colleghi del resto della Campania, ma sicuramente anche la rete nazionale ed internazionale. In programma c’è l’organizzazione di un evento di livello regionale che convogli in provincia di Benevento tutta l’energia dei ragazzi impegnati nell’associazione per diffondere tra i coetanei una coscienza civica, gastronomica ed ecologica che sia rispettosa dei cicli naturali, che combatta gli sprechi, che riporti sulle tavole quei sapori antichi che molti di loro, purtroppo, non conoscono più: il cibo buono pulito e giusto, non omologato e prodotto a misura d’uomo per l’uomo.

Nella nostra delegazione, anche lo chef Renzo Caruso , che trascineremo nel vortice onnivoro delle visite agli stand alla ricerca anche di nuovi contatti. Non solo assaggi pazzi, dunque, ma un vero e proprio viaggio in realtà diverse o complementari, con le quali, magari, ipotizzare gemellaggi o altre forme di collaborazione.

Sotto lo sguardo benedicente del Fiduciario, che già ci aspetta fremente al ritorno con una buona ricarica di energia anche per lui, la seduta si scioglie.

Tutti a fare le valigie, ci sentiamo al rientro!

 

“MONDAGLIANICO” ……………….………. “AGLIANICA WINE FESTIVAL”

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A soli venti giorni dall’atteso evento del “Salone del Gusto di Torino”, cui le condotte slow Food Taburno – Taurasi e Vulture approderanno con la loro creatura “MondAglianico”, è prevista  l’ultima tappa intermedia di questo importante laboratorio, dal 5 al 7 ottobre 2012, nell’ambito della XIV edizione dell’  “Aglianica Wine Festival” che si terrà a Venosa nel meraviglioso scenario del Castello del Balzo.

La kermesse è considerata una delle più importanti in Italia nel suo comparto ed ha visto, nella passata edizione, la presenza di più di 6mila visitatori in soli 3 giorni.

“Aglianica Wine Festival” rappresenta un richiamo per tutti gli operatori e gli appassionati del turismo enogastronomico, ed ha ottenuto un ampio successo di pubblico e unanime consenso da parte delle istituzioni, degli operatori di settore, della stampa e delle associazioni di categoria.

“MondAglianico e Formaggi d’Altura”, è un laboratorio itinerante che nasce dalla volontà delle condotte Slow Food  Taburno – Taurasi – Vulture di valorizzare i prodotti dei territori delle 3 DOCG dell’Aglianico evidenziandone le biodiversità.

Slow Food Taburno, che già nel corso dei laboratori precedenti, ha sempre voluto garantire la rotazione delle aziende, al fine di poterne promuoverne il maggior numero, sabato 7 ottobre, alle 19,00 a Venosa, nella suggestiva cornice della Sala Affreschi del Castello, si presenta con un Aglianico del Taburno doc 2006 “Tenuta Carpineto” della medesima azienda ed un Aglianico del Taburno doc 2008 “U Barone” dell’Az. Agr. “Torre a Oriente”.

Per quanto riguarda i formaggi, protagonista sarà il PECORINO “STRAVECCHIO” DEL TABURNO stagionato 18 mesi con conservazione in olio d’oliva dell’ Azienda Agricola Tasso del Taburno.

Nel corso della tre giorni ci sarà, anche,  l’enoteca MondAglianico dedicata a questo grande vitigno presentato in tutte le sue migliori declinazioni territoriali, dove saranno presenti oltre 100 etichette dei vini del Taburno e del Taurasi.

Di seguito l’elenco dei Vini del Taburno in degustazione.

 

AGLIANICA WINE FESTIVAL – VENOSA 5-6-7 OTTOBRE 2012

ETICHETTE VINI DEL TABURNO BANCO D’ASSAGGIO

“ENOTECA MONDOAGLIANICO”

 

AGLIANICO  TABURNO ROSATO DOCG 2011 – IL POGGIO

AGLIANICO TABURNO DOC 2007 – IL POGGIO

AGLIANICO TABURNO DOC 2006 – TENUTA CARPINETO

AGLIANICO TABURNO DOC 2008 “U BARONE” – TORRE A ORIENTE

BENEVENTANO IGT AGLIANICO 2009 “JANICO” – TORRE A ORIENTE

TABURNO FALANGHINA DOC 2010 “SIRIANA” – TORRE A ORIENTE

AGLIANICO TABURNO DOC 2007 –  FONTANAVECCHIA

AGLIANICO TABURNO DOC 2007 – TORREVARANO

AGLIANICO TABURNO DOC 2009 – CANTINE IANNELLA

TABURNO FALANGHINA DOC 2010 – CANTINE IANNELLA

TABURNO FALANGHINA DOC 2011 – CAPUTALBUS

AGLIANICO TABURNO DOC 2006  “ARCES” – TORRE DEI CHIUSI

TABURNO FALANGHINA DOC 2011 “ADRIA” – TORRE DEI CHIUSI

TABURNO FALANGHINA DOC 2010 – TORRE DEL PAGUS

AGLIANICO TABURNO DOC 2007 – TORRE DEL PAGUS

AGLIANICO TABURNO DOC 2006 “DIOMEDE” – OCONE

AGLIANICO TABURNO DOP 2007 “VIGNA PEZZA LA CORTE” – OCONE

AGLIANICO TABURNO DOP 2007 “APOLLO” – OCONE

Patata interrata del Taburno, il nuovo Rito del 2012

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Essendo da sempre un alimento vitale per la popolazione del Taburno, la patata costituisce la base principale di numerose ricette locali, alcune prettamente legate ai pasti che i contadini usavano recare con sé nei campi.

L’antico metodo di conservazione consiste nello scavo di buche nel terreno di medio/alta montagna, della profondità di circa 1-1,5 metri, in ognuna delle quali circa 3 o 4 quintali  di tuberi si ripongono, protetti da due strati di foglie di felce e da altro terreno a copertura della fossa, lungo i cigli che consentono lo scorrimento dell’acqua nel sottosuolo.

La tradizione prevede l’apposizione di alcuni segni di riconoscimento sui luoghi del “nascondiglio” per il successivo recupero del tesoro, che avviene soprattutto nei periodi invernali, quando storicamente i contadini attingevano alle riserve per scarsità di altre vivande.

Il Rito sarà nuovamente celebrato durante una tre giorni che si svolgerà nel weekend dal 7 al 9 settembre 2012, presso la Piana di Prata a Cautano (BN), organizzata e coordinata da Slow Food Taburno.

Il programma (prog. patata interrata 2012 .1) è ricco di avvenimenti che prevedono, oltre la riposizione del raccolto di quest’anno nelle buche predisposte per la conservazione fino all’arrivo della primavera, anche tavole rotonde, un mercatino dei prodotti agricoli del Taburno (al quale saranno presenti gli agricoltori e produttori delle specialità agricole locali), laboratori di preparazione del pane con lievito madre, di caseificazione del pecorino, di lavorazione della pietra, prove di impasto per la realizzazione di una pizza a base di patata, il tutto in collaborazione con associazioni di categoria, esperti di comunicazione e marketing territoriale, gli enti locali, professionisti del settore agricolo, agroalimentare e gastronomico.

La Piana di Prata ospiterà inoltre i campeggiatori che trascorreranno il weekend presso l’area attrezzata in tenda, con la possibilità di degustare succulente ricette presso uno stand gastronomico dove si prepareranno piatti tipici a base dei prodotti agricoli del territorio montano. Nella mattinata di sabato è prevista un’escursione guidata della Piana con letture e commenti.

I giorni 7 settembre alle ore 18.30 e 9 settembre alle ore 18.00 sarà proiettato il cortometraggio “Il rito della patata interrata del Taburno” prodotto da Never Mind e Branmedia Srl per Slow Food Taburno (disponibile in DVD), di cui è visibile in anteprima il trailer:

L’organizzazione si avvale della collaborazione di: Gal taburno, Comunità Montana del Taburno, Parco regionale del Taburno-Camposauro, Associazione Turistica Pro Loco “Cepino Prata”, Comune di Cautano, CIA Prov. Benevento, Slow Food Campania, Slow Food Rete Giovani, produttori vinicoli ed agricoltori del Taburno.

Vi aspettiamo tutti a Piana di Prata – Cautano (BN), a partire dalle 18.00 del 7 settembre 2012: il Rito della Patata interrata del Taburno si rinnova!

SLOW FOOD TABURNO A VINESTATE: uno spazio che parla di Territori, di Persone e Prodotti, basato sulla messa in rete delle condotte slow food.

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Slow food Taburno si presenta a Torrecuso per la XXXVIII edizione di VinEstate con uno spazio interamente dedicato ai progetti avviati con le altre  condotte slow food, con lo scopo di presentare territori che pur appartenendo a province e regioni diverse hanno una continuità tale da poter essere, in effetti, considerate un tutt’uno geografico.
Lo fa con “MondAglianico e Formaggi d’Altura”, laboratorio itinerante che nasce dalla volontà delle condotte Slow Food  Taburno – Taurasi – Vulture di valorizzare i prodotti dei territori delle 3 DOCG dell’Aglianico e che, in questa tappa, Venerdì 31 agosto alle ore 21,00 presso palazzo Cito – Caracciolo, evidenzierà la biodiversità dei tre territori attraverso l’analisi sensoriale delle annate 2005 – 2007 dei tre aglianici (VIGNA CATARATTE 2005 Fontanavecchia e IMPETO 2007 Torre del Pagus; TAURASI 2005 Perillo e TAURASI 2007 Di Prisco; MASSARON 2005 Lagala e NOCTE 2007 Terre dei Re), con, in aggiunta, la possibilità unica di degustare tre fra i più rappresentativi formaggi d’altura dell’Appennino Campano-Lucano: IL PECORINO “STRAVECCHIO” DEL TABURNO stagionato 18 mesi con conservazione in olio d’oliva – Azienda Agricola Tasso del Taburno; IL CACIOCAVALLO PODOLICO, stagionato 18 mesi in grotte di tufo – Azienda Agricola La Molara; IL PECORINO DI FILIANO stagionato 12 mesi AZ. Caggiano.
Inoltre, sarà presente un Banco d’assaggio, che vedrà protagoniste circa 50 etichette dei vini dei territori del Taurasi e del Vulture.
Un ampio spazio, sarà dedicato alle attività e alle tematiche, che rappresentano l’impegno costante di SLOW FOOD, nel suggestivo scenario della grotta “Antica falegnameria di Palazzo Caracciolo” con “Comuni e Comunita’ del cibo Slow Food insieme per la Biodiversità”.

 In questo spazio,il Taburno e il Fortore che, per eccellenza, rappresentano quella parte della provincia incontaminata, si alleano attraverso le condotte Slow Food e fanno bella mostra delle loro eccellenze.

Slow Food, con la sue rete di persone, celebra all’interno della manifestazione, i produttori di legumi di  Casaldianni con il loro modello di agricoltura sostenibile e i formaggi d’altura: il Caciocavallo di Castelfranco in Miscano, oramai riconosciuto in tutto il mondo, ed il  Pecorino del Taburno, nelle varie stagionature, fino ad arrivare all’eccellente “Stravecchio” caratteristico per  la sua conservazione in olio d’oliva e stagionature che superano i 18 mesi. Qui, Slow Food, insieme ai produttori delle comunità del cibo racconteranno, attraverso un laboratorio audiovisivo, le loro esperienze.
I produttori di caciocavallo, nella giornata di sabato 1 settembre, illustreranno come si ottiene il prodotto artigianalmente, regalando al pubblico una piccola dimostrazione pratica.
Con tutte queste attività comuni, le condotte Slow Food e i loro territori con un’identità chiara, dove l’agricoltura sostenibile ha rappresentato la forma naturale di resistenza, si preparano al viaggio verso il più grande evento celebrativo della biodiversità mondiale: il “Salone internazionale del gusto e Terra  Madre” che si terrà a Torino dal 25 al 29 ottobre  2012.

Gaetano Palumbo
Fiduciario Slow Food Taburno slowfoodtaburno.wordpress.com/

Per il programma di VinEstate e le prenotazioni ai laboratori http://www.comune.torrecuso.bn.it/Pagine/download.asp?id=1172&nomeFile=Vinestate 2012.pdf

Cronache da “MondAglianico”: fiera enologica Taurasi.Sabato sera si è aperto il sipario sulla XIII fiera enologica di Taurasi.

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Nel suggestivo scenario del castello Marchionale, lo spazio che negli anni scorsi era  riservato alle regioni ospiti, quest’anno ha messo in vetrina l’enoteca MondAglianico, con oltre 60 etichette provenienti dal Taburno e dal Vulture.

Il banco d’assaggio ha attirato numerose persone curiose di scoprire le differenze tra i vini presenti, che, pur portando lo stesso nome, sono capaci di esprimersi in così tanti modi diversi. Particolare interesse ha destato l’aglianico Rosato Docg delle aziende del Taburno per i suoi profumi e la sua delicata freschezza.

La stessa curiosità, ha spinto oltre 40 persone a prenotarsi ed a partecipare al laboratorio “MondAglianico e formaggi d’altura” voluto dalle condotte Slow Food Taburno-Taurasi-Vulture che avrà il suo culmine al “salone internazionale del Gusto” di Torino. Il laboratorio, dopo la presentazione del progetto, da parte di Gaetano Palumbo, Fiduciario Slow Food Taburno, è stato egregiamente condotto da un entusiasta e coinvolgente Maurizio  De Simone, enologo della Cantina Torre del Pagus e profondo conoscitore dei tre territori dell’aglianico e delle sue biodiversità insieme a Oto Tortorella e Pasquale Carlo del gruppo Slow wine. Il confronto, al tavolo dei relatori ha dato vita ad un appassionante dibattito che  ha animato ed affascinato un pubblico sempre più entusiasta.

Protagonista assoluto della serata l’AGLIANICO nelle annate 2007 ( Taurasi doc Poliphemo  di Luigi Tecce, Aglianico del Taburno Doc del Poggio, Nocte di Terra dei Re) e 2004 (Taurasi Docg Bosco Faiano della Cantina I Capitani, Aglianico del Taburno Doc Bue Apis della Cantina del Taburno, Aglianico del Vulture Doc Eleano), annate tanto diverse tra di loro (la 2007 molto secca e decisamente poco redditizia e la 2004, al contrario, regolare, giustamente piovosa, con uve perfette e ottimo equilibrio) ma che hanno saputo, comunque, dare vini d’eccellenza anche se con caratteristiche tanto differenti.

Questo, è stato, certamente, uno tra gli aspetti più interessanti emersi nel corso della discussione: l’aglianico sia giovane sia vecchio, sia base e sia riserva, sia con prezzi contenuti e sia con prezzi più elevati, riesce sempre a dare un’emozione ed un’emozione sempre diversa.

Pochi vini possono riuscire in questa impresa!!!!!!!!

I vini degustati, hanno evidenziato un’espressività unica anche se provenienti da tre territori diversi, con climi diversi e fatti da uomini diversi.

Tutto ciò non può che dare ragione alle tre condotte Slow Food Taburno-Taurasi-Vulture ed al loro impegno di voler uscire dai loro rispettivi confini e di presentarsi al mondo con un’unica identità fonte di una così grande ricchezza.

Momento entusiasmante, è stato anche quello dell’assaggio dei tre formaggi d’altura (Pecorino Stravecchio del Taburno stagionato 18 mesi, Pecorino di Filano stagionato 12 mesi ed il Caciocavallo di Montella con oltre 25 mesi di stagionatura in grotta) e del loro abbinamento con i grandi vini portati in degustazione.

Non resta che darsi appuntamento a settembre a Vinestate, per poter nuovamente vivere le emozioni che il nostro aglianico  sa regalarci.

“MondAglianico” cala il poker d’assi Taurasi XIII° fiera enologica – Torrecuso “Vinestate” – Venosa “Aglianica Wine Festival” – Torino “Salone Internazionale del Gusto”

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Assume sempre più i tratti di un laboratorio permanente, MondoAglianico: la felice intuizione di rappresentare gli areali di produzione del nostro vigoroso vino, nelle tre varianti del Taburno, Vulture e Taurasi come un unico territorio dove lo stesso vitigno esprime tutte le sue personalità.

Così, le tre Condotte Slow Food del Taburno, Irpinia Colline dell’Ufita e Taurasi con quella del Vulture si ritroveranno anche alla XIII edizione della Fiera Enologica di Taurasi, dove saranno presenti ogni sera con un banco d’assaggio, all’interno del Castello Marchionale, sede dell’Enoteca Regionale, in uno spazio interamente dedicato a MondoAglianico.

Un’altra tappa verso il prestigioso laboratorio al Salone del Gusto e Terra Madre di Torino, di cui si potrà avere un’anticipazione durante la degustazione guidata dell’11 agosto, nella Sala Carlo Gesualdo , alle 21.30, dedicata appunto a MondoAglianico e Formaggi di Altura- tre territori a confronto tra Campania e Basilicata, durante la quale la Condotta del Taburno sarà orgogliosa di presentare gli straordinari Aglianico del Taburno DOC Bue Apis 2004 della Cantina del Taburno e Aglianico del Taburno DOC 2007 Il Poggio, in abbinamento con un Pecorino Stravecchio del Taburno, il cosiddetto “fiorone” prodotto con latte di maggio (quando dunque i pascoli esprimono la migliore composizione aromatica, che si ripercuote a sua volta sul flavour del prodotto finale), stagionato almeno 15 mesi, dalla grana pastosa e friabile nonostante la lunga stagionatura e dall’intenso color paglia e i sentori decisi e tipici, preservati dal paziente lavoro di lubrificazione con olio extravergine di oliva.

Il percorso di MondoAglianico nasce per esaltare e confrontare le differenze tra ciascun vino, nel divertente gioco del raffronto tra le particolarità di uno stesso prodotto in tre territori, secondo criteri di paragone che esaltano le biodiversità locali, studiando le connotazioni che il vitigno assume nei diversi areali di produzione (e all’interno degli areali stessi), con in aggiunta la possibilità di degustare uno dei prodotti che rappresenta la massima aspirazione per un’esperienza sensoriale indimenticabile: il formaggio d’altura.

 

Enoteca MondoAglianico

 Banco d’assaggio a cura di Slow Food Taburno, Vulture e Ufita-Taurasi

Le Aziende ed vini in degustazione del Taburno

CAPUTALBUS di Capobianco Pompeo – Ponte  
FALANGH. DIES IRAE DOC 2011 – AGLIAN. DEL TABURNO ILLUNIS DOC2005
CANTINA DEL TABURNO – Foglianise
FALANGHINA CESCO DELL’EREMO 2011 – FIDELIS 2009  DOP
CANTINE OCONE – Ponte
“FLORA” FALANGHINA DOC 2011 -“APOLLO” AGLIANICO DEL TAB. DOC 2007

FONTANAVECCHIA di Libero Rillo – Torrecuso
AGLIANICO DEL TAB. DOC 2007 – AGLIAN. DEL TABURNO ROSATO DOCG 2011
CANTINA LA RIVOLTA – Torrecuso
TABURNO FALANGHINA DEL SANNIO DOP 2011 – AGLIANICO ROSATO “LE MONGOLFIERE A SAN BRUNO” DOCG 2011 – AGLIAN. DEL TABURNO DOC2008
IL POGGIO di Carmine Fusco – Torrecuso 
AGLIANICO DEL TABURNO DOP ROSSO – FALANGHINA DEL SANNIO DOP
TENUTA CARPINETO – Vitulano
AGLIANICO DEL TABURNO DOC RISERVA 2007 
NIFO SARRAPOCHIELLO – Ponte
FALANGHINA DEL SANNIO   “TABURNO” DOC 2011
CANTINE IANNELLA di Iannella Antonio – Torrecuso
AGLIANICO DOC 2009 – FALANGHINA DOC 2010
TORRE A ORIENTE di Patrizia Iannella – Torrecuso
AGLIANICO DEL TABURNO “U BARONE” DOC 2008 –
FALANGHINA “BIANCUZITA”DOC 2011

TORRE DEI CHIUSI
di Domenico Pulcino – Torrecuso
AGLIANICO DEL TABURNO DOC  2006 “ARCES” 
TABURNO DOC FALANNGHINA 2011 “ADRIA”
TORRE DEL PAGUS di Rapuano Giovanni – Paupisi
TABURNO DOP FALANGHINA 2010 – TABURNO DOC AGLIANICO 2007
 
TORRE VARANO di Nicola D’occhio – Torrecuso
AGLIANICO DEL TABURNO DOP 2007

Sabato 26 maggio Slow Food Day – Taburno….tutti in piazza.

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Quest’anno l’appuntamento nelle piazze italiane è il 26 maggio, giorno in cui si festeggerà il secondo Slow Food Day.

Dopo il successo della passata edizione, che celebrava l’agricoltura di prossimità, stavolta i riflettori saranno puntati sui cambiamenti climatici e la green economy: un ideale proseguimento delle riflessioni iniziate lo scorso anno.

Per far conoscere queste tematiche, le Condotte proporranno mercati, degustazioni, incontri con i produttori e laboratori educativi.

 

Slow Food Taburno

Nell’antica fontana di Sant’Anna  in Foglianise (BN),  luogo storico dove da sempre la comunità si incontra , presenta:

ore 18,30:  A merenda con i bimbi – Pane Ricotta e Miele

ore 19,30: Dall’acqua della fonte all’acqua buona… Aperitivo serale con Banco dei Vini del Taburno, prodotti della comunità del cibo e la Patata di montagna interrata del Taburno, al costo di € 2,50.

Nel corso della serata avrà luogo la II° edizione della mostra Fotografica LentaMente Taburno – Tema 2012 “Le Buone Pratiche Legate al Cibo”.

 Lo scopo è quello di evidenziare come le nostre scelte alimentari influiscono sul clima e più in generale sull’ambiente.

La novità è certamente l’introduzione di un “piccolo” concorso di fotografia con una giuria pubblica che “giudicherà” e premierà i partecipanti. 

I proventi della serata andranno ad integrare ed avvalorare l’impegno delle Condotte Slow Food Taburno e Valle Telesina, che con il progetto “Mille Orti in Africa” a gennaio 2012 hanno avviato l’adozione ed il gemellaggio con l’orto comunitario di Lagbokaha nel nord della Costa D’Avorio, in ricordo dell’amico Isac.

 

Si ricorda a tutti i partecipanti che nell’ambito dell’evento e’ possibile:

–          rinnovare la tessera scaduta o tesserarsi presso il nostro banco associativo nelle seguenti forme e modalita’:

–          il costo del rinnovo e’ di 58 euro per gli over 30, euro 21 per i familiari di soci over 30 ed euro 10 per i soci giovani il costo del primo tesseramento e’ di euro 25 per gli over 30 ed euro 10 per gli under 30

 

Cronache di una serata nel cuore del Taburno: #MondoAglianico

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Finalmente anche nel Taburno inizia un bel fermento intorno al vino…ed era ora.
Mettete una sera a cena: la firma di quest’articolo, wine animator fondatrice di percorsidivino (enoturismo), responsabile comunicazione per l’Associazione Produttori Aglianico del Taburno, Gaetano Palumbo guida della condotta Slow Food Taburno , il fiduciario Slow Taurasi, vari membri dei relativi gruppi Slow Wine, produttori e un enologo tra i più  profondi conoscitori dei tre territori dell’Aglianico (Vulture-Taurasi-Taburno) …aggiungi una ventina di bottiglie con etichette coperte ed ecco il risultato.

L’obiettivo non era certamente dimostrare la superiorità dell’uno o dell’altro aglianico, quanto dare continuità a un percorso iniziato lo scorso aprile a Sud con Gusto ad Ariano Irpino con in il laboratorio #MondoAglianico, e che vedrà la sua prima tappa finale a Torino, al Salone del Gusto, dove si presenteranno i vini di 6 cantine (2 per areale) e il percorso enoturistico Sulle Strade dell’Aglianico.

Ospite d’onore Jacopo Cossater (www.enoicheillusioni.it) che un po’ per caso, un po’ per volontà degli organizzatori, ha finito col confondersi ulteriormente le idee sui terroir del rosso del sud.

Riuscire a riconoscere l’annata o il tipo di lavoro in cantina e in vigna dal solo assaggio è roba facile se mastichi l’enologia (quella vera, fatta passando le giornate in vigna e in cantina), come Maurizio De Simone (qui nel Taburno da Torre del Pagus). Senza mai delegittimare nessun prodotto “perché se quel vino è così può darsi che il produttore voleva farlo proprio così”, con una serie di batterie da tre, abbiamo osservato la trama più aperta dei vini del Vulture (grazie al terreno vulcanico più sciolto), sentito il finale in bocca sempre meno amaro degli altri e che forse, proprio per questo, risulta in genere di più di facile beva.

Gli Aglianico di Irpinia e Taburno, spesso indistinguibili all’occhio, affondano le loro radici su terreni collinari che, in alcune zone dell’avellinese, godono di maggiori escursioni termiche grazie alle quali si  preservano aromi che poi ritroveremo nei bicchieri.

Convivialità alla base di tutto, allietata dalla fantastica Tagliata di Marchigiana del Tasso e dal Pecorino Stravecchio detto fiorone (anche lui presente a Torino), quello cioè fatto solo col latte di maggio, quando al pascolo si trova l’erba più tenera e con diverse varietà aromatiche. Contorni di verdure selvatiche, patate interrate di montagna (la nuova comunità del cibo di Slow Food Taburno), fagioli tondini di Tocco Caudio all’insalata e per finire melata su ricotta.

Il piacere di stare insieme unito all’importanza di lavorare al fianco e per i produttori, l’impegno di persone che fanno con passione il proprio mestiere e che amano condividerne i riusultati. Tutto questo succedeva qualche giorno fa nel cuore del Taburno, prossimo appuntamento nel Vulture mentre con la Condotta e con l’Aglianico del Taburno tutti a Foglianise, in piazza S. Anna sabato 26 maggio per lo #SlowFoodDay Nazionale.

Ivana Limata
http://www.percorsidivino.it

@PercorsiDiVino

mob. 3939082800

“LentaMente …Taburno”: II^ edizione mostra fotografica “slow food day” condotta Taburno

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Quest’anno l’appuntamento nelle piazze italiane è il 26 maggio, giorno in cui si festeggerà il secondo Slow Food Day.
Dopo il successo della passata edizione, che celebrava l’agricoltura di prossimità, stavolta i riflettori saranno puntati sui cambiamenti climatici e la green economy: un ideale proseguimento delle riflessioni iniziate lo scorso anno.
Per far conoscere queste tematiche, le Condotte proporranno mercati, degustazioni, incontri con i produttori e laboratori educativi.

Slow food Taburno, in questa occasione, propone la  II^ edizione della Mostra Fotografica “LentaMente …Taburno” che avrà come tema: “ Le Buone Pratiche Legate al Cibo”. Lo scopo è quello di evidenziare come le nostre scelte alimentari influiscono sul clima e più in generale sull’ambiente.

La novità è certamente l’introduzione di un “piccolo” concorso di fotografia con una giuria pubblica che “giudicherà” e premierà i partecipanti. 
Lo stimolo che vogliamo dare ai Fotografi professionisti o ai semplici appassionati è quello di presentare da  2 a 8 scatti che siano legati a questo tema e che mettano a confronto le buone e le cattive pratiche alimentari guardando alla produzione e alla coltivazione, alla salvaguardia del territorio, all’ acquisto ed al consumo del cibo.

Coloro i quali, fossero interessati a partecipare possono avere informazioni chiamando  i numeri 3381478725 (Michele) e 3473702893 (Gaetano).

Slow Food, l’unione fa l’allegria.

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Voci dal Taburno  di Alessandro Frangiosa

Venerdì 20 Aprile 2012, in occasione della fiera “Sud con Gusto”,  le condotte del Taburno, Colline dell’Ufita e Vulture, a completamento dei numerosi eventi, laboratori e presentazioni, hanno organizzato una cena di gala nella moderna ed affascinante struttura de “L’Incontro’ ad Ariano Irpino.
Proprio in occasione di questa serata, io, guidato dalla sapiente esperienza dello chef Irene Muccillo, del ristorante “La Pignata”, di Benevento, ho avuto la possibilità di collaborare e confrontarmi con i più rinomati chef, giovani e con quelli con più esperienza del palcoscenico avellinese e del vulture.
La collaborazione e l’affetto instauratosi, da subito, con la Sig.ra Irene sono stati per me fonte di orgoglio e di grande motivazione che ci hanno portato a preparare il piatto ‘Pettole impastate all’Aglianicoabbinato all’olio extravergine di oliva biologico Masseria Frangiosa, varietà Ortice, tutto ampiamente apprezzato dai commensali e dai nostri colleghi.
Ancora una volta, il detto “l’unione fa la forza”, si riconferma trovando attuazione tra diversi chef e condotte di Slow Food.
Forte della bellissima e stimolante avventura, con enorme piacere, ringrazio la Sig.ra Irene per la sua disponibilità e cortesia nel mettere a mia disposizione la sua esperienza da subito; ringrazio il fautore di tutto,  l’amico Gaetano Palumbo Fiduciario Slow Food, che con grande impegno e dedizione, ha saputo promuovere e rappresentare la condotta del Taburno.

Spero che quanto prima, raccogliendo la disponibilità dell’amministrazione comunale di Torrecuso, si possa, in un futuro prossimo, ospitare nella bellissima struttura della Scuola del Gusto a Palazzo Caracciolo, in Torrecuso, una manifestazione della  stessa importanza di quella che ci ha visti partecipi e protagonisti in territorio irpino, allo scopo di promuovere, valorizzare e far conoscere il Sannio ed in particolare la valle Vitualanese.

Cronache Slow dal Laboratorio “ MondoAglianico”

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Dal 20 al 22 Aprile 2012 si è tenuta la prima edizione della Fiera Nazionale “Sud con Gusto 2012”, una grande kermesse dedicata alle aziende del comparto agroalimentare organizzata da tre condotte di Slow Food legate tra loro dal filo conduttore dell’Aglianico: Colli dell’Ufita e Taurasi, Taburno e Vulture.

All’interno degli spazi del nuovo Centro Fieristico “Fiere della Campania” di Ariano Irpino, oltre 100 stands dedicati all’enogastronomia, alla promozione, sviluppo e valorizzazione del territorio e del turismo. Spazio anche per EnotecAglianico, dove era possibile degustare e acquistare tutti i vini Slow provenienti dai territori delle tre condotte.

Girando tra gli stands abbiamo potuto degustare e anche comperare direttamente dagli agricoltori i prodotti della terra a Km Zero, conoscendo le varie realtà agricole attraverso i loro racconti.

Slow Food ha poi organizzato per l’occasione i suoi “Laboratori del Gusto”, che hanno come perno centrale la valorizzazione dei prodotti di eccellenza dei nostri territori.

Il Laboratorio del Gusto è la formula, inaugurata da Slow Food al Vinitaly di Verona del 1994 ideata per realizzare il progetto di Educazione del Gusto, obiettivo-chiave del movimento.

Si tratta di degustazioni speciali guidate da esperti del settore enogastronomico e dell’Associazione coadiuvati in base alla specifica proposta da valenti produttori o anche da cuochi e selezionatori.

Per SUD con GUSTO i laboratori, svolti in ognuno dei tre giorni di fiera, hanno riguardato le Birre artigianali Irpine, i formaggi e salumi d’Altura del Vulture, del Taburno e dell’Irpinia, i vini caratterizzanti l’Appennino campano e lucano e l’olio extravergine d’oliva di Ravece della Valle dell’Ufita.

Non sono mancati i momenti ludici con l’esibizione di scuole di ballo tradizionale in costumi dell’epoca, per sensibilizzare i visitatori al recupero della propria identità storica e culturale, che, in questi territori, ha radici semplici ma profonde nella cultura della ruralità.

Particolarmente significativo è stato il Laboratorio del Gusto che ha chiuso, di fatto, la manifestazione, denominato “MondAglianico”. In questo incontro, seguitissimo, sono stati messi a raffronto, senza alcuna velleità di sfida, i tre aglianici delle tre condotte organizzatrici.

Guidati da Gaetano Palumbo (fiduciario della condotta Taburno), Franco Archidiacono (fiduciario della condotta Colli dell’Ufita e Taurasi) e Donato Rondinella (responsabile eventi della condotta Vulture), coadiuvati da Giuseppe Leone, dell’Azienda Vinicola “Terra dei Re” e guidati da Oto Tortorella, degustatore della guida Slow Wine, abbiamo viaggiato attraverso due diverse annate di ognuno dei tre aglianici.

Annata 2007

Taurasi DOCG Contrade di Taurasi

Aglianico del Taburno DOC Torre del Pagus

Aglianico del Vulture DOC “Nocte” di Terra dei Re

Annata 2005

Taurasi DOCG Sella Delle Spine

Aglianico del Taburno DOC “Illunis” di Caputalbus

Aglianico del Vulture DOC di Massaron

Lo scopo didattico e rappresentativo del laboratorio si evince ancora più marcatamente dalla scelta dei vini, tutti diversi tra loro sia come metodologia di vinificazione che come filosofia enologica.

Nella prima batteria, annata 2007, il Taurasi di Lonardo è netto, diretto, franco e tradizionale, così come un Taurasi deve essere. Prodotto secondo i rigidi dettami del disciplinare della DOCG con lunga sosta in legno. A seguire l’aglianico di Torre del Pagus, fermentato e affinato in vasche di cemento, che esalta le caratteristiche del frutto e, infine, il “Nocte”, aglianico del Vulture, raccolto con  vendemmia notturna e sottoposto a macerazione prefermentativa a freddo, con passaggio finale in botti grandi di castagno per esaltare, anche in questo caso, la forza espressiva del frutto.

La seconda batteria, annata 2005, comincia con il Taurasi di Sella delle Spine, anche questo legato alla tecnica di vinificazione disposta dal disciplinare, rimanda a note speziate ed è sostenuto da una buona acidità. A seguire l’Illunis di Caputalbus, vinificato con uve in parte macerate in inox e in parte cotte nel forno a legna in contenitori di terracotta e, infatti, riporta nel suo corredo olfattivo l’aroma della terracotta abbracciato al frutto. L’ultimo vino è il Massiron, Aglianico del Vulture, realizzato con tecnica tradizionale, è un vino fruttato, minerale, lungo e persistente.

In abbinamento ai vini, nel finale, dopo la degustazione “tecnica”, c’è stato spazio per i formaggi del Taburno dell’Azienda “Tasso del Taburno” di Cautano, ed è stato un tripudio di sapori e aromi.

Buona la prima, direbbero i bravi critici. Tanto c’è da migliorare, dicono, invece, gli organizzatori. Sinceramente, dal mio punto di vista, ritengo che ogni cosa che si fa debba essere migliorata, poiché non esiste la perfezione, e che ci si deve impegnare perché ogni edizione deve essere meglio della precedente, ma meno bella della successiva.

         Mimmo Gagliardi
Condotta Slow Food Campi Flegrei

LE CONDOTTE SLOW FOOD TABURNO – UFITA TAURASI – VULTURE

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Siamo ormai agli sgoccioli: Venerdi 20 aprile i soci Slow Food della Condotta del Taburno, insieme agli amici delle Condotte Colline dell’Ufita Taurasi e Vulture, si ritroveranno insieme al primo appuntamento della Fiera Nazionale “SUD CON GUSTO“, con un programma ricco di eventi importanti che promuoverà il cibo come portatore di piacere, cultura, tradizione, identità, e di uno stile di vita rispettoso dei territori e delle tradizioni locali, perno della filosofia Slow Food.

Fulcro della manifestazione saranno i Laboratori del Gusto che faranno conoscere i prodotti ed i produttori delle nostre terre attraverso il progetto di Educazione del Gusto, obiettivo chiave del movimento.

Di grande rilievo è l’apertura al pubblico dell’ “EnotecAglianico” ed il laboratorio “MondoAglianico” con i quali le tre condotte hanno voluto prepararsi a presentare un progetto ambizioso che le vede impegnate nel proporre insieme, come elemento identitario del territorio compreso tra Vulture, Irpinia e Sannio, la coltivazione dell’Aglianico nelle diverse varietà locali, simbolo di quella cultura della terra che ci accomuna.

I preparativi sono frenetici ed io, con l’assiduo aiuto degli amici e del Comitato di Condotta, ho voluto coinvolgere quei produttori che, in questa occasione e come sempre, ci stanno accompagnando nell’organizzazione degli ultimi dettagli.

Saranno ben nove, infatti, le aziende vinicole presenti nell’EnotecAglianico, con gli amici Vignaioli Giusy di TORRE del PAGUS, Patrizia di TORRE A ORIENTE, Antonio di CANTINE IANNELLA, Pompeo di CAPUTALBUS, Domenico di TORRE DEI CHIUSI, Carmine del POGGIO, Nicola di TORRE VARANO, Libero di FONTANAVECCHIA e Lorenzo di NIFO SARRAPOCHIELLO.

A completamento del programma, è stata inserita la Cena di Gala che, con l’impegno e la disponibilità di 6 prestigiosi Cuochi ed i loro aiuti, provenienti dai territori delle tre Condotte, sapranno deliziarci con piatti scelti scrupolosamente per valorizzare prodotti e tradizioni che delle nostre terre sono la massima espressione.

A rappresentare il Taburno sarà Irene Muccillo  del ristorante LA PIGNATA di Benevento, con la sua esperienza ed eccezionale disponibilità, insieme ad Alessandro Frangiosa, cuoco e figlio d’arte di Filomena della MASSERIA FRANGIOSA, che proporranno il loro piatto “PETTOLE impastate all’Aglianico, lardiate con scaglie di pecorino stravecchio del Taburno ed erbe di campo all’olio di Ortice”, preparato per esaltare i prodotti della nostra terra,(dalle farine di Semola e Trinello integrale – secina – di Cusano Mutri, al Guanciale ed il Pecorino di Giovanni Auriemma  – Az. Agr. TASSO DEL TABURNO), il tutto con i profumi ed il gusto dell’olio extravergine di oliva Ortice delle pluripremiate aziende del Taburno di Alberto Romano “FRANTOIO ROMANO” e Antonio Frangiosa “Az. Agr. MASSERIA FRANGIOSA”.

Accompagnerà i primi piatti della Cena di Gala l’ “AGLIANICO ROSATO DEL TABURNO DOCG” di Nifo Sarrapochiello.

Potremmo dire, parafrasando…“comunque vada sarà un successo”.

Dopo notevoli sforzi siamo felici di poter condividere questo momento di aggregazione con vecchi e nuovi Amici, orgogliosi di aver rafforzato la rete delle Condotte SLOW FOOD nell’Amicizia e nell’Impegno comune, che ci fa vivere e crescere nelle nostre Comunità. Accomunandoci tutti nella grande Chiocciola che rappresenta la nostra casa, costruiamo il nostro cammino, nella consapevolezza che ogni punto di arrivo è un nuovo punto di partenza che ci proietterà, ci si augura, verso altre nuove ed  emozionanti iniziative, per poter vivere il nostro “DIRITTO AL PIACERE”, rivendicato dai soci di Slow Food.

 

VIVA SLOW FOOD e GRAZIE A TUTTI COLORO CHE CAMMINANO CON NOI.

 

GAETANO PALUMBO

FIDUCIARIO SLOW FOOD TABURNO

Cucine Aperte – Cena di Gala con le condotte Slow Food

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Le condotte Slow Food “IRPINIA COLLINE DELL’UFITA E TAURASI” “TABURNO”
“VULTURE”

                       Vi invitano alla serata di gala nell’ambito della Fiera Nazionale “Sud con Gusto”     

La serata promuoverà un cibo buono, pulito e giusto e rafforzerà il legame tra le comunità Appenniniche del SUD, convinti che una vera rivoluzione alimentare globale parte da radici locali. Le mani sapienti di cuochi dell’Irpinia, del Taburno e del Vulture, alternandosi alla cottura dei prodotti di territorio, testimonieranno la loro grande qualità.

Venerdì, 20 aprile

ore 20.00 – Spazio Food all’interno della Fiera

Aperitivo Sud con Gusto  con bollicine Irpine

ore 21.00 – Cena di Gala Slow Food  

                    Ristorante Incontro – Ariano irpino (AV) 

MENU’

Apribocca e piatto di Benvenuto

Carciofo a bassa temperatura con gelato di caciocavallo e limone e

soppressata di Calitri

Ristorante Villa Assunta – Mirabella Eclano, Irpinia

Antipasto

Baccalà con peperoni all’aceto, olive e Olio extravergine d’oliva di Ravece

Trattoria Valleverde – Atripalda, Irpinia

Zuppa

Fagioli quarantini con verdure infornate con pane e pomodorinialPiennolo

Osteria La Pergola – Gesualdo, Irpinia

In abbinamento a vini bianchi d’Irpinia

Primo

Pappardelle alla genovese con verdure

Ristorante La Pignata – Ariano Irpino, Irpinia

Primo

Pettole impastate all’Aglianico e lardiate, con scaglie di pecorino stravecchio

del taburno ed erbe di campo all’olio di Ortice

Ristorante La Pignata – Benevento

In abbinamento a vini rosati del Taburno

Secondo

Mille foglie di maialetto nero con misticanza campestre, nuvola di c ipolle in

tempura e ridotto di Aglianico

Ristorante Tipicamente – San Fele, Vulture

In abbinamento a vini rossi del Vulture

Dessert

Gelato al Ravece

Ristorante Villa Assunta – Mirabella Eclano, Irpinia

Durante la serata:

banco d’assaggio olio extravergine d’oliva di aziende del territorio del

Taburno, Irpinia e Vulture;

Costo della serata 40 € – soci Slow Food e 45 € non soci

Prenotazione obbligatoria

http://www.irpiniaturismo.it/irpiniaturismo/eventi_it/sudcongusto/index.php

A SUD CON GUSTO… E CON L’AGLIANICO

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Spenti i riflettori sul Vinitaly, produttori e associazioni continuano le attività di promozione delle tipicità territoriali grazie a Slow Food e ad iniziative come GUSTO SUD, fiera nazionale in programma ad Ariano Irpino dal 20 al 22 aprile dove ancora una volta sarà protagonista l’Aglianico.

 

GUSTO SUD è la fiera nazionale in programma ad Ariano Irpino dal 20 al 22 aprile che intende promuovere le tipicità agroalimentari dell’Italia meridionale e all’interno della quale oltre agli stand espositivi grazie alle Condotte Slow Food dell’Irpinia Colline dell’Ufita e Taurasi, Taburno e Vulture  saranno organizzati Laboratori del Gusto su olio, birra, formaggi, mieli, broccoli (il nuovo presìdio campano) salumi e vini nella sperimentata formula  ideata per realizzare il progetto di Educazione del Gusto, obiettivo-chiave del movimento, ovvero degustazioni speciali guidate da esperti del settore enogastronomico e dell’Associazione coadiuvati da produttori o cuochi e selezionatori.

Grazie alla laboriosità della condotta Slow Food del Taburno, che sta lavorando anche alla costituzione di un gruppo Slow Wine, l’Aglianico e altri prodotti del Taburno saranno protagonisti, assieme agli omonimi degli altri territori coinvolti, di un interessante laboratorio trasversale (Vulture, Irpinia, Taburno) di questo ancora troppo sottovalutato vitigno.

Il progetto, spiega Gaetano Palumbo,  fiduciario è solo la prima tappa di un percorso molto più ambizioso che prevede la realizzazione di un vero e proprio itinerario turistico che tocca le tre macro aree dell’Aglianico e che ha già avuto una prima approvazione dal Comitato Nazionale dell’associazione fondata da Carlo Petrini, che infatti replicherà il laboratorio MondAglianico durante il Salone del Gusto in programma a Torino dal 25 al  29 ottobre.

Oltre ai produttori che saranno presenti con un proprio stand e con i loro vini in degustazione presso l’EnotecAglianico aperta tutti i giorni all’interno della Fiera, altri protagonisti del Sannio e del Taburno saranno Irene Muccilli e Alessandro Frangiosa che insieme ad altri chef irpini e lucani si alterneranno  alla cottura dei prodotti di territorio, per una cena di gala unica nel suo genere in programma Venerdì, 20 aprile per esaltare gli oli dei tre territori.

Spazio anche ai bambini con i Laboratori per le Scuole sul pane, la pasta e l’educazione alimentare. Insomma un programma ricchissimo di contenuti come nello stile di Slow Food, con ampi spazi dedicati alla convivialità, nella vicinissima Irpinia in una trasversalità di territori che si riconoscono in una cultura fortemente legata alla terra e ai suoi frutti.

Laboratori gratuiti e su prenotazione. Si può consultare il programma completo qui https://slowfoodtaburno.wordpress.com/

Per info e prenotazioni

info@slowfoodtaburno.it347.3702893

Le condotte Slow Food Irpinia colline del’Ufita e Taurasi, Taburno e Vuture presentano un programma di attività nellambito della Fiera Nazionale “Sud con Gusto”

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Le attività sono realizzate in collaborazione con le Condotte Slow Food dell’Irpinia Colline dell’Ufita e Taurasi, Taburno e Vulture  

 

  1. LABORATORI DEL GUSTO

I Laboratori del Gusto, hanno come perno centrale la valorizzazione dei prodotti di eccellenza dei nostri territori (coinvolgendo anche i produttori che ogni giorno lavorano tutelando e valorizzando i nostri luoghi).

Il Laboratorio del Gusto è la formula, inaugurata da Slow Food al Vinitaly di Verona del 1994  ideata per realizzare il progetto di Educazione del Gusto, obiettivo-chiave del movimento.

Si tratta di degustazioni speciali guidate da esperti del settore enogastronomico e dell’Associazione coadiuvati in base alla specifica proposta da valenti produttori o anche da  cuochi e selezionatori, nella fattispecie i temi pensati per la Fiera Nazionale SUD con GUSTO di Ariano Irpino riguarderebbero:

Birre artigianali Irpine, formaggi e salumi d’Altura del Vulture, del Taburno e dell’Irpinia, vini caratterizzanti l’Appennino campano e lucano e l’olio extravergine d’oliva di Ravece della Valle dell’Ufita.

I Laboratori del Gusto si terranno tutti i giorni a partire da venerdì dalle ore 12.00 fino alla domenica alle ore 19.30. Il programma  dei Laboratori è così strutturato:

 

ore 12.00

ore 16.00

ore 17.30

0re 19.30

 Venerdì

20 aprile

 Il Fermento di Monte Verde. Dall’orzo Irpino nasce una nuova birra artigianale  Formaggi e

Mieli d’Irpinia.

Un itinerario con gusto nella tradizione Irpina

 Il Presidio Slow Food del Broccolo Aprilatico  di Paternopoli.

Un alimento della Dieta Mediterranea in degustazione con il Fiano di Avellino e il Greco di Tufo

 Bianchi diVini.

Coda di Volpe, Falanghina, Fiano di Avellino e Greco di Tufo in abbinamento a formaggi freschi d’Altura dell’Appennino CampanoLucano

Sabato21 aprile  Formaggi e

Mieli d’Irpinia.

Un itinerario con gusto nella tradizione Irpina

 ll Taurasi di Bosco Faiano, un CRU della Valle del Calore

Degustazione delle annate 2000 / 2001 / 2003

 I profumi della Ravece.

La monocultivar d’oliva della Valle dell’Ufita

 L’Aglianico incontra i grandi vini d’Italia.

Barolo, Chianti Classico, Primitivo di Manduria

 Domenica

22 aprile

 I salumi d’Altura dell’Appennino CampanoLucano.

Pani e salami del Taburno, Irpinia e Vulture. Un percorso sensoriale di cultura e tradizione gastronomica

 Il Fermento di Monte Verde. Dall’Orzo Irpino nasce una nuova birra artigianale.  Formaggi e

Mieli d’Irpinia.

Un itinerario con gusto nella tradizione Irpina

 MondAglianico.

Tre Aglianici a confronto: Taburno, Irpinia e Vulture. Declinazioni dallo stesso vitigno

I Laboratori del Gusto sono gratuiti con prenotazione obbligatoria per un  massimo di 30 persone.

  1. ENOTECAGLIANICO

Spazio in cui si darà grande risalto al vitigno autoctono dell’area interna della Campania e della Lucania. Si degusteranno i diversi Aglianici dei diversi territori e nelle sue diverse declinazioni. Si darà grande risalto alla Biodiversità del territorio campano e lucano. L’Aglianico dunque, con le sue memorie storico-culturali, il legame con il territorio e con i paesaggi che contribuisce a plasmare, costituisce a pieno titolo il “file rouge” che lega le aree interne dell’Appennino meridionale, e può addirittura rappresentare, in accordo con le attuali e prevedibili tendenze di riscoperta dei fattori identitari, anche e soprattutto sotto il profilo turistico, la chiave di lettura di un’ampia porzione del territorio meridionale, attraverso la quale interpretare alcune caratteristiche peculiari del nostro carattere nazionale.

L’Enoteca sarà aperta tutti i giorni all’interno della Fiera dalle ore 11.30 fino alle 20.00.

Sabato, 21 aprile

dalle ore 19.30 funzionerà il Wine Bar con musica dal vivo di Sir Patrik per una serata speciale all’insegna della convivialità e del buon bere.

                       5 €  tre degustazioni con bicchiere  e sacca

  1. 3.     SUD con GUSTO a TAVOLA. Cucine Aperte

I maestri della cucina di territorio incontrano l’olio d’oliva extravergine e i grandi vini del Taburno, dell’Irpinia e del Vulture.  La serata promuoverà un cibo buono, pulito e giusto e rafforzerà il legame tra le comunità Appenniniche del SUD, convinti che una vera rivoluzione alimentare globale parte da radici locali. Un grande evento culturale che avrà come protagonisti il mondo della produzione olivicola ed enologica d’eccellenza e le mani sapienti di cuochi dell’Irpinia, del Taburno e del Vulture, che alternandosi alla cottura dei prodotti di territorio, testimonieranno la loro grande qualità.

                                   Venerdì, 20 aprile

dalle ore 20.00 – Spazio Food all’interno della Fiera

                                                           Aperitivo Sud con Gusto, con bollicine Irpine e Finger Food

Ristorante Incontro – Ariano Irpino

dalle ore 21.00 – Sala Bordeaux, Ristorante Incontro, Ariano irpino

Apribocca e piatto di Benvenuto

Carciofo a bassa temperatura con gelato di caciocavallo  e limone e soppressata di Calitri

Ristorante Villa Assunta – Mirabella Eclano, Irpinia

Antipasto

Baccalà con peperoni all’aceto, olive e olio extravergine d’oliva di Ravece

Trattoria Valleverde – Atripalda, Irpinia

Zuppa

Fagioli quarantini con verdure infornate con pane e pomodorini al Piennolo

Osteria La Pergola – Gesualdo, Irpinia

Primo

Pappardelle alla genovese con verdure

Ristorante La Pignata – Ariano Irpino, Irpinia

Primo

Pettole impastate all’Aglianico e lardiate, con scaglie di pecorino stravecchio del taburno ed erbe di campo all’olio di Ortice

Ristorante La Pignata – Benevento

Secondo

Mille foglie di maialetto nero con misticanza campestre, nuvola di cipolle in tempura e ridotto di Aglianico

Ristorante Tipicamente –  San Fele, Vulture

Pre Dessert

Gelato al Ravece

Ristorante Villa Assunta – Mirabella Eclano, Irpinia

Dessert

Pastiera con Cesto di Croccante di nocciole

Trattoria Di Pietro – Melito Irpino, Irpinia

 

Durante la serata:

. banco d’assaggio olio extravergine d’oliva di aziende del territorio del Taburno, Irpinia e Vulture;

.- abbinamento con i vini della Cantina Nifo Serrapochiello, Cantina Montesole di Montefusco, Struzziero di Venticano, cantine Terre dei Re

Costo della serata 42 € con prenotazione obbligatoria

  1. 4.     LABORATORI PER LE SCUOLE

MANI IN PASTA!

Si gioca a fare il pane insieme ad un maestro panificatore.

Il pane, sintesi dell’identità dei luoghi, del lavoro dei campi, della sapienza artigiana, del commercio, dei gusti, dei simboli e delle credenze. Un affascinante viaggio nella storia e nella geografia del pane, l’alimento principe della nostra tavola in tutte le sue declinazioni.

I giovani alunni delle scuole del territorio, si avvicineranno in maniera giocosa al tema della consapevolezza di ciò che portiamo sulle nostre tavole. Fare il pane è come immergere le mani nel mistero stesso della vita e delle sue diverse espressioni culturali, viste le infinite varianti esistenti. Con i laboratori si impara, si impasta, ci si diverte e si scoprono o riscoprono alcuni segreti direttamente dalla voce di maestri panificatori.

A cura della Comunità del Cibo di Terra Madre Campania della Valle del Miscano

PICCOLI CUOCHI CRESCONO

L’alimento che ci rende orgogliosi di essere italiani è sicuramente la pasta, da sempre simbolo del Made in Italy. Il successo della pasta è dato sicuramente dalla sua bontà, inoltre è uno degli alimenti migliori al mondo dal punto di vista organolettico: è sana, digeribile e adatta a tutti; è pratica in fatto di preparazione e conservazione, sostenibile per l’ambiente (il classico packaging della pasta permette un recupero al 100% dei materiali di imballaggio). Un laboratorio dove i provetti chef potranno riscoprire quelli che sono i principi di una sana e corretta alimentazione. Tra gioco e didattica, per creare attraverso la manipolazione semplici primi piatti e diventare provetti chef per un giorno.

A cura dello chef Teresa Riccio, Osteria d’Italia Chiocciola Slow Food

BREVE CORSO DI EDUCAZIONE ALIMENTARE

Nei paesi industrializzati  abitudini sbagliate hanno portato all’aumento e alla comparsa sempre più precoce di malattie tipiche dell’età moderna come obesità, diabete e disturbi del comportamento alimentare. Per correggere questa tendenza bisognerà indirizzare correttamente le scelte alimentari del bambino e della famiglia. E’ in età scolare che si impostano e consolidano le abitudini alimentari del bambino. Con questi brevi corsi si vuole dare un piccolo contributo allo sviluppo di uno stile salutare che stimoli nel bambino una coscienza alimentare autonoma orientata verso scelte nutrizionali corrette e al miglior utilizzo delle risorse alimentari del pianeta.

Per contatti e prenotazioni: 380.9019050, 347.3702893, 333.2187907, 320.9764595.

Per informazioni: 0825.828550 – www.fiereecongressi.euwww.condottaufitataurasi.itwww.irpiniaturismo.it – slowfoodtaburno.wordpress – http://www.percorsidivino.it

Si conclude il corso Tecniche di Cucina.

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Condotta Taburno. Master of Food Tecniche di Cucina al giro di boa

 Lo scorso lunedì 20 febbraio siamo giunti al secondo dei quattro incontri previsti per il primo Master of Food Tecniche di Cucina organizzato dalla Condotta Taburno. Sede del corso è l’Hotel Lemi, complesso alberghiero a 4 stelle situato nel torrecusano con al suo interno numerose attività e strutture fra cui il Ristorante La Padellaccia (una delle sue cucine è la nostra “classe”) e la Cantina La Fortezza.

Noi alunni siamo in 16, provenienti non solo dalla zona del Taburno, ma anche dalla Valle Telesina, Benevento e da Napoli. Ogni incontro ha come protagonista una tipologia di prodotto diverso (nello specifico ortofrutta, cereali e legumi, carne, pesce) di cui impariamo a conoscere tecniche di cucina e di conservazione realizzando (e consumando!) numerose preparazioni accompagnate dai vini prodotti e offerti dalla Cantina La Fortezza.

Il nostro docente è il Maestro Antonio Tubelli, “archeologo gastronomico” originario del quartiere della Sanità a Napoli che ha dedicato la sua vita prima allo studio della tradizione culinaria napoletana (attraverso letture come Il cuoco galante di Vincenzo Corrado e la Cucina teorico pratica del Cavalcanti) e poi alla loro valorizzazione nella forma della cucina di strada, da sempre a Napoli strumento privilegiato di comunicazione e contaminazione culturale. Il Maestro è inoltre l’unico Cuoco dell’Alleanza a Napoli, incarna e supporta la Filosofia del Buono, Pulito e Giusto fin dalle sue origini ed è grande amico di Carlo Petrini, Fondatore e Presidente Internazionale di Slow Food, per cui ha curato alcune pubblicazioni editoriali e collaborato alla realizzazione di eventi internazionali come il Salone del Gusto.

Il grande protagonista del corso tuttavia è il territorio del Taburno e i suoi produttori, veri e propri esempi di Resistenza Contadina. Sono per lo più organizzati in piccole aziende agricole a gestione familiare localizzate in zone dove la proprietà dei terreni a volte è ridottissima (pochi tomoli, spesso in zone di terrazzamenti collinari), e la gamma di coltivazioni varia dalle zone collinari fino ad arrivare alle zone di montagna dove l’agricoltura di montagna si arricchisce con gli animali da pascolo. Qui con determinazione si coltiva tutto quello che offre la natura e la sua stagionalità. Si tratta di attività nate innanzitutto per sostegno familiare e che quindi danno un contributo fondamentale per la sopravvivenza dell’economia locale attraverso lo scambio commerciale con le famiglie e le altre attività produttive locali.

Uno degli esempi di Resistenza Contadina è l’azienda agricola dei fratelli Forgione di Foglianise che ci ha fornito alcuni ingredienti base delle nostre preparazioni (come cipolle dorate, aglio, erbe, mosto cotto e sugna) e gran parte dell’ortofrutta utilizzata nella prima lezione per realizzare 3 preparazioni: una zuppa di porro e lamelle di finocchi crudi, dei carciofi brasati al rosmarino e un potage di verze e porri.

Quando siamo passati ai legumi abbiamo utilizzato i prodotti dell’azienda agricola Izzo ( fagioli, patate di montagna del Taburno)  le cicerchie e i fagioli della Comunità del Cibo di Casaldianni, progetto nato nell’ottobre 2010 con protocollo d’intesa fra la Provincia di Benevento e Slow Food Campania al fine di recuperare la produzione di alcuni ecotipi locali (fra cui ceci, fagioli, cicerchie e pomodorini invernali), creare un modello per tutti quegli agricoltori che operano nelle aree più interne del Sannio e offrire nuove occasioni di lavoro per giovani imprenditori agricoli. Con questi prodotti abbiamo realizzato nel secondo incontro ben cinque ricette: ceci e torzelle ripassati in padella, risotto con polpettine fritte e formaggio olandese, spaghetti allo scàmmaro con friarielli, zuppa fredda di fagioli passati su lamelle di cavolfiore marinato nella falangina del Taburno e un’insalata di verza marinata in una citronette di limone e mosto cotto, con lenticchie tostate e olive nere.

Il pilastro delle nostre preparazioni è stato l’olio extravergine di oliva prodotto da  Alberto Romano http://www.frantoioromano.it, di cui abbiamo utilizzato un blend per le cotture e il suo pluripremiato Ortice per i condimenti a crudo.

Abbiamo inoltre accompagnato i capolavori gastronomici con i prodotti del forno Padre Isaia di Foglianise (scaldarelli o viscuotti, la scanata e la pizza moscia), gestito da due giovani ragazzi che fanno tutto col criscito naturale.

Nei prossimi due incontri, in programma per i lunedì 27 febbraio e 5 marzo, affronteremo le tecniche di cucina per carne e pesce. Protagonisti annunciati saranno i prodotti e le salse dell’Azienda Agricola Masseria Frangiosa e le carni dell’Azienda Agricola Tasso del Taburno, dove si allevano pecore, maiali, polli, conigli e soprattutto il celebre vitellone bianco I.G.P.

Giusto prima dell’ultima lezione siamo stati tutti invitati ad un altro evento organizzato dalla Condotta Taburno nella persona del suo Fiduciario Gaetano Palumbo e del Comitato di Condotta: si tratta del celebre rito della patata di montagna interrata in programma il fine settimana del 3-4 marzo nella Piana di Prata di Cautano. Durante la settimana prossima, con luna calante, come vuole la tradizione contadina, le patate verranno dissotterrate e sarà possibile acquistarle e assaggiarle nei vari appuntamenti previsti per sabato e domenica (per info cliccate il link sopra). È inoltre ormai prossimo alla finalizzazione l’iter per la creazione delle Comunità del Cibo della patata, dei legumi e dei formaggi del Taburno.

Per essere aggiornati su tutte le attività formative e gli eventi Slow Food in Campania consultate il sito nella sezione Agenda.

Tommaso Mattei

Socio Giovane Slow Food Napoli

Si rinnova il rito della patata di montagna interrata del Taburno

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IL TABURNO SI RACCONTA E SI INCONTRA E PARLA DI PATATE DI MONTAGNA.
 Il 3 ed il 4 marzo 2012 nei comuni di Cautano e Tocco Caudio
due appuntamenti da non perdere.

 «L’economia locale permette di costruire un’agricoltura di prossimità nelle città e inventare forme di vendita diretta in campagna»
dice Carlo Petrini.

«Con un rapporto diretto con i produttori non si sviluppano solo vantaggi economici per entrambe le parti, ma il consumatore si trasforma in co-produttore, controllando direttamente la qualità dei prodotti che acquista ed entrando attivamente a far parte del processo che porta il cibo sulla nostra tavola». «In una società che non si pone problemi di spreco, è facile che si sprechino anche i saperi e le tradizioni che definiscono le nostre identità.

I sistemi economici locali, appunto, servono proprio a conservare la memoria, tramandando le pratiche agricole e i riti conviviali legati al cibo». 

Ricordate il rito della patata di montagna interrata che abbiamo celebrato nella Piana di Prata di Cautano alla fine dell’estate? Bene è arrivato il tempo di tirarle fuori, perché come vuole la saggezza dei contadini, lo scavo deve avvenire in periodo di luna calante e dunque, ci siamo.

Con la collaborazione di diverse associazioni, enti, G.A.S e persone comuni, molte delle patate che verranno dissotterrate sono già state acquistate (garantendo così un reddito ai contadini) ma ce ne sono abbastanza per chi volesse prenotarle o acquistarle direttamente dai produttori al mercatino che si terrà domenica 4 marzo proprio alla Piana di Prata nei pressi dell’Azienda Agrituristica “Il Tasso del Taburno”. Per chi volesse gustarle già pronte, ci sono poi due possibilità: sabato 3 marzo al ristorante Villa Pastenella di Tocco Caudio, la patata di montagna sarà protagonista di un menu che incontra i vini delle Cantine del Taburno per una cena-degustazione-laboratorio guidata da un sommelier-enoblogger e domenica 4 marzo da “Il Tasso del Taburno” con la cuoca Maria Giovanna che preparerà un menù, naturalmente a base di patate, che sposano gli altri prodotti stagionali del Taburno e dunque un ricco Antipasto di patate in ciambotta, crostata, pizza, tortino – Gnocchi con vellutata di pomodoro e ricotta secca – Filetto di maiale con mela annurca – Patate al rosmarino – Patate fritte nella sugna e per finire Ciambelline con zucchero grezzo.

Al mercatino saranno presenti anche produttori di formaggi, ricotte (caprine e ovine), miele e vino e sarà possibile anche comprare la carne e i salumi della macelleria agricola ”Tasso del Taburno”.

Per il vino partecipano le cantina Terre Caudium e Masseria Di Maria di Cautano, del Comune che ha sostenuto la manifestazione di settembre che ha dato il via alla nascita della Comunità del Cibo della Patata di Montagna, un rito che è stato immortalato in un cortometraggio che presto sarà presentato in occasione dei “Colori del cinema, rassegna di film della biodiversità e della sostenibilità” che, promossa dalle associazioni della Rete Arcobaleno Benevento, s’appresta a diventare un altro importante appuntamento fisso della Condotta Slow Food Taburno.

Info e prenotazioni tel. 347.3702893  https://slowfoodtaburno.wordpress.com/

Slow food Taburno ed il primo master organizzato dalla condotta.

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Finalmente, dopo il rinvio dovuto alle forti nevicate, domani 13 febbraio 2012, inizia il Master Slow food Tecniche di Cucina.
Per la condotta Taburno rappresenta un risultato importantissimo che rafforza il percorso svolto in questi due anni, nei quali, grazie alle varie e diversificate iniziative, l’associazione Slow Food si sta radicando sempre più sul territorio del Taburno.
Da domani inizierà questo nuovo cammino, quello dei Master, che contraddistingue Slow Food per l’impegno a diffondere la filosofia del Cibo Buono Pulito e Giusto.
Dedicati prevalentemente agli adulti, i Master of Food, progettati da Slow Food Italia, sono corsi serali che trattano 28 tematiche per approfondire la nostra cultura del cibo.
“Il gusto di saperne di più” – slogan che accompagna questo programma – esprime il legame tra il cibo e il piacere, il riconoscimento dei sapori e i riti della tavola ma anche l’interesse e la curiosità di scoprire dietro un piatto o un prodotto la storia, i volti e le mani di coloro che lo hanno realizzato.
Il successo immediato ed inaspettato nelle richieste per partecipare al corso, ci hanno dato una grande carica, ed il numero di richieste superiori al numero massimo di partecipanti, ci permetterà di far partire un secondo master “tecniche di cucina” nella prossima primavera.
Intanto da domani presso l’hotel lemi di Torrecuso, accolti dalla disponibilissima Daniela che si occupa a tutto campo della struttura e guidati dall’esperto ed eclettico Maestro Antonio Tubelli, docente storico di Slow Food, i primi 16 allievi saranno all’opera fra attrezzi da cucina, fornelli, e cibo buono. Quello che cucineranno sarà consumato a fine lezione accompagnato dai vini dell’azienda la Fortezza di Torrecuso.
È d’obbligo un in bocca al lupo ai 16 alunni …..affamati di apprendere!
Gaetano Palumbo
Fiduciario Slow Food Taburno

Master of Food il gusto di saperne ancora di più. Il 25 gennaio termine ultimo per le iscrizioni.

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Saper cucinare è un’arte che richiede costanza, fantasia e applicazione; farlo
bene è tutt’altro che facile ma può riservare grande soddisfazione anche per chi “crea” un piatto. Se quando siete in casa non riuscite ad andare al di là di un piatto di spaghetti scotti, ma sentite la necessità di qualcosa di più e di meglio, ma anche se avete già il sacro fuoco della passione e intendete perfezionarvi, ecco un corso che fa per voi: un ciclo di 4 incontri per acquisire le conoscenze teorico-pratiche basilari per lavorare ai fornelli.
Le lezioni trattano vari argomenti: dall’utilizzo dell’utensileria alle principali tecniche di cottura, dai metodi di conservazione degli alimenti alle salse e ai fondi di cottura.
Rispetto agli altri corsi Master of Food, tale corso si caratterizza per l’importanza fondamentale che riflette la parte pratica. Questo comporta una contrazione del numero minimo di partecipanti, oltre a causare la ricerca di un luogo adatto come una cucina professionale. L’articolazione del corso è la seguente:

 Prima Lezione: ORTOFRUTTA.
Descrizione ortofrutta di stagione e presidi – Come si comperano e si conservano – Come mi attrezzo in cucina – Taglieri e Coltelli: spelucchino lama curva e lama dritta; trinciante; pelapatata manuale – Tipi di tagli: a fiammifero; julienne; dadolata; tritare – Le pastelle di frittura – Metodi di lavorazione: emulsione – Metodi di cottura: bollitura, sbianchitura, frittura- Descrizione di alcuni attrezzi di lavoro: di pasticceria; elettrodomestici.
Realizzazione di 3 ricette: verdura e frutta fritta e bollita. 

Seconda Lezione: CEREALI E LEGUMI.
 Legumi, cereali di stagione e presidi – L’impasto di pasta fresca e la minuteria per gli stampi – Le salse, i fondi, e sughi –  Descrizione di pentolami e materiali: acciaio, alliminio; rame, pietra ollare, terra cotta, vetro,… – 
I principali metodi di cottura: bollitura, saltatura, rosolatura, 
Tecniche di cottura: tostatura, bagnatura e manteca tura.
Realizzazione di 3 ricette: pasta fresca, zuppe e risotto.

Terza Lezione: CARNE.
I presidi – Animali da cortile, bovini, suini e cacciagione – Il taglio, il disosso – Salse e fondi di cottura – Lavorazioni: cucire, lardellare – Metodi di cottura: brasatura, arrostitura al forno – Pentolami e materiali: rame, pietra ollare, coccio, alluminio antiaderente – Il forno
Realizzazione di 3 ricette.

Quarta Lezione: PESCE.
Pesce bianco; azzurro, molluschi e conservato – Pulizia del pesce: squamatura, eviscerazione, sfilettare – Metodi di preparazione e conservazione: marinatura – La conservazione degli alimenti in casa: cotti e crudi.
Realizzazione di 3 ricette.

Materiale didattico: Dispensa del corso; Ricette di Osterie d’Italia – 630 piatti di cucina regionale, Grembiule da cucina Slow Food.
Quota di partecipazione: 180 euro (165 euro per i soci giovani fino a 30 anni);
la quota comprende il materiale didattico
Numero massimo di iscritti: 15.
Per iscriversi è necessario versare un acconto di € 50 entro 25 gennaio
2012.

Vi aspettiamo, come sempre numerosi, appassionati e…affamati di apprendere!

Saluti Gaetano Palumbo Fiduciario Slow Food Taburno.

L’ultimo saluto, i granai della memoria, Davide Oldani e i crocchè di patate interrate del Taburno dei fratelli Salvo

cropped-taburno-alessiomasone.jpgEra l’estate del 2010 quando, in qualità di fiduciario della condotta Slow Food Taburno, cominciai una serie di interviste a i custodi della memoria, gli anziani, in giro sul monte Taburno e fu allora che uno di loro, Cosimo Possemato, per noi tutti diventato nonno Cosimo mi raccontò per la prima volta di questo “antico rito” di conservare le patate interrandole, in uso tra le popolazioni di contadini che coltivavano in alta montagna, ma di questo abbiamo già parlato.
Ieri, abbiamo dato l’ultimo saluto a Nonno Cosimo, che in questi anni ci ha guidati nella scoperta delle nostre radici, raccontandoci tante storie della nostra terra, segreti contadini, aneddoti, riportandoci nel passato ma sempre attento agli avvenimenti del presente. Nel 2012, di questo “rito”, grazie alla disponibilità di Maria Elena Napodano, della NeverMind e della mia testardaggine, fu prodotto un corto “Il rito della patata interrata del Taburno” candidato da Carlo Petrini  “Ai Granai della Memoria”progetto dell’Università di scienze Gastronomiche di Pollenzo che, dichiarò: “Vi faccio i complimenti per questo lavoro: conservare la memoria locale, tramandando pratiche agricole e riti contadini che rischiano di scomparire, dovrebbe essere un compito prioritario per ogni comunità”.
Ebbene caro nonno Cosimo, le tue parole, i tuoi sorrisi, le tue testimonianze, siamo felici di poterle preservare, custodire e raccontare, riguardando quel video.
Grazie a quel  lavoro fatto in quegli anni, da Slow food ed alla disponibilità di persone come te, si è riavviato un processo di produzione e conservazione della patata interrata del Taburno valorizzata dalle esperte mani di pizzaioli e chef in succulenti pietanze.
A testimonianza di di ciò, stamattina di buonora mi arriva la telefonata orgogliosa di un vecchio amico che, da anni vive al nord ma le sue origini sono del Taburno, e che ama la cucina stellata ed il buon vino, il quale con una filo di emozione mi dice: sai che, Davide Olzani, uno degli chef più influenti d’Italia, quello del ristorante il D’O di Milano, ha elogiato i crocchè di patate interrate del Taburno preparate dai fratelli Salvo, quelli della pizzeria Salvo di San Giorgio a Cremano, quelli che sono coproduttori e prendono le patate dai mie parenti a Tocco Caudio. Vai dal giornalaio è tutto scritto, c’e’ l’intervista nell’inserto “BUONO” de il Fatto Quotidiano di oggi.   Chissà sarà stato un caso?  Ciao nonno Cosimo.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    Gaetano Palumbo socio Slow Food

Bistronomie nostrane ed il “natural piacere”

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cover_slow-I-copia-211x300Slow Food Taburno valle Caudina, in collaborazione con “Mastro” Chef Pasquale Basile, patron del bistrot Tintori 2.0, presenta Venerdì 23 Maggio 2014, il primo appuntamento di una serie di cene – laboratorio dal titolo “Fermenti Rivoluzionari e Menù dell’Aia”; racconti di lievitazioni enogastronomiche di “vini(al)naturale” e dei suoi vignerons, di “birre artigianali” e dei suoi mastri birrai, di piatti cucinati con ambizione ma senza fronzoli che presentano grandi prodotti freschi, ricercati ed acquistati come una volta, sulle aie dei contadini e allevatori, a cui settimanalmente Pasquale si rivolge, girando l’area del Sannio beneventano partendo dal Taburno, con l’attenzione e la curiosità di chi vuol conoscere, fino in fondo, i prodotti e le ricette espressione della cultura contadina e degli allevatori che contraddistinguono il nostro territorio.
Questi incontri vogliono essere il racconto di luoghi, persone eindirizzi dove tutto nasce e si evolve.
Una rivoluzione del “buono, pulito e giusto” di cui slow food è portavoce,che sdrammatizzando e provocando, propone storie nuove a tavola ed in cucina incontrando vino di territorio, in vinificazione naturale, mastri birrai e le loro “alchimie”, immagine contadina e ritorno alle origini.
La prima serata si articolerà in una breve e informale presentazione e degustazione di vini naturali presentati dai padri vignaioli; a seguire, con gli stessi vini, si accompagneranno i piatti presentati dallo Chef Pasquale Basile.
Venerdì 23 maggio,la condotta Slow food Taburno valle Caudina vi invita, per le ore 20:00,a partecipare al laboratorio “Fermenti Rivoluzionari” tenuto dal pioniere dei vini naturali in terra sannita, l’agronomo Raffaello Annicchiarico nonché titolare della cantina Poderi Veneri Vecchio di cui presenterà i vini “Bianco Tempo”e “ Rutilum”.
Contemporaneamente, porterà a battesimo i vini della cantina CanLibero di Mena Iannella ed Ennio Romano Cecaro, con i vini “Iastemma” e “Turrumpiso”.
Le due cantine rappresentano nel Sannio i primi “tralci” di produzioni naturali, che, in un territorio dove quella vitivinicola rappresenta l’attività principale e dove un po’ tutti si producono il loro vino quotidiano, può rappresentare quella spinta “rivoluzionaria” ad una sempre maggiore attenzione per produzioni attente alla qualità, attraverso una cosciente e continua crescita virtuosa di produzioni sane e naturali che garantiscano i consumatori e preservano l’ambiente.
A seguire, alle ore 21:00, si darà spazio al piacere ed alla convivialità che solo la tavola e la buona cucina possono dare, con i “Menù dell’Aia”, consacrazione del rapporto diretto fra la cucina del Tintori 2.0, presentata dallo chef Pasquale Basile, e le comunità del cibo di slow food, attraverso la scelta e l’utilizzo dei prodotti dei contadini e degli allevatori del Taburno.
Il menù, in quest’occasione, vedrà come protagonisti le ricotte di pecora dai pascoli del taburno, pasta casereccia fatta con farine prodotte e molite nel sannio, carni di animali da cortile allevati sulle aie contadine, verdure da produzioni biologiche, latte nobile dell’appennino campano, presentati con il seguente
Menù
Crema di ricotta con frittelle di “Cevera” e fiori di borragine
Cavatelli con farina di “saraolla” al ragù di papera
Papera muta farcita al sugo
Riso al latte nobile dell’Appennino centrale
con biscotto di amaretti, mandorle e cioccolato varietà criollo 75%.
prezzo ai soci slow food euro 25 al pubblico 30
Per prenotazioni: 0824/870429 – 3485491086